Inter e Milan col nuovo stadio puntano a sfruttare i naming rights – GdS

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22 Novembre 2019, 10:29
Inter Milan - Stadio Meazza San Siro Inter
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La “Gazzetta dello Sport” si occupa di un aspetto che Inter e Milan puntano a sfruttare nel nuovo San Siro: i naming rights.

TESORO POTENZIALE – C’è un tesoro che giace tra tribune e terreni di gioco di mezza Europa, è quello dei diritti di sponsorizzazione degli stadi, i cosiddetti naming rights. Battezzare gli impianti col nome di un brand potrebbe risolvere molti problemi di cassa dei club, ma pochi hanno sviluppato questa soluzione. Lo sostiene uno studio realizzato da Duff&Phelps, società di consulenza statunitense che ha preso in considerazione 98 squadre dei primi cinque campionati continentali, e tra esse sei della serie A. Secondo lo studio il 73% dei club «non valorizza i propri flussi di reddito al massimo del loro potenziale, riteniamo che sia possibile generare entrate significative assicuran- dosi accordi di sponsorizzazione degli stadi». In cima alla classifica della stima dei naming rights ci sono Barcellona e Real Madrid, dominatori della Liga spagnola e del calcio europeo. I diritti di denominazione, secondo lo studio, varrebbero per entrambi 36,5 milioni di euro all’anno. Seguono i due club di Manchester: lo United con una stima di 30,5 milioni e il City con 25 milioni; al quinto posto una tedesca, il Bayern Monaco che si ferma a 20,4 milioni. La prima società italiana è come prevedibile la Juventus, ma la troviamo al decimo posto – nonostante sia già proprietaria di un impianto sponsorizzato – con introiti potenziali di 18 milioni a stagione, contro i 6,25 derivanti dall’attuale contratto che scadrà nel 2023. Seguono Inter e Milan (quattro posizioni dopo): i naming rights potenziali valgono per entrambe 9,2 milioni, cifra che lieviterebbe con la realizzazione del nuovo San Siro. Meglio, di un nuovo stadio fosse esso condiviso o meno. Cifra che nello studio di fattibilità redat- to dai due club è stimata, invece, in 13,8 milioni complessivi. «Un impianto di proprietà può consentire ampi ritorni – spiega Enrico Rovere, managing director di Duff&Phelps – E si tenga conto del fatto che più uno stadio è storico e conosciuto meno è valorizzabile. Far dimenticare il nome attuale non è facile: un esempio di scuola in tal senso è l’Old Trafford». Le milanesi hanno le migliori prospettive di crescita dei proventi, secondo il report: «Lo sponsor paga per collegare il marchio al club, alla sua visibilità, non all’impianto. Sebbene al grande valore dell’immagine sportiva di Inter e Milan, oggi un po’ decaduta, qui si sommerebbe quella di una città percepita tra le più in crescita in Europa». Una doppia potenzialità, quella dei club e quella di Milano, non indifferente. «E finora inespressa – dice Massimo Campioli, Cfo di M-I Stadio -. È necessaria l’autorizzazione del Comune per sfruttare il nome di San Siro e bisogna trovare uno sponsor che vada bene sia all’Inter che al Milan, senza essere in conflitto con quelli che hanno già. Cosa non semplice: è una delle poche ragioni per cui avere due stadi avrebbe un senso».

POTENZIALE DA SFRUTTARE – Le altre italiane monitorate sono Roma (6,35 milioni a stagione potenziali), Napoli (2,70) e Lazio (1,95). La sponsorizzazione degli stadi delle sei di Serie A, cioè, potrebbe fruttare complessivamente circa 40 milioni a stagione, ma resta il limite strutturale della proprietà degli impianti, quasi sempre pubblica. Dei 16 club di Champions presi in esame, d’altronde, solo sei hanno accordi di naming rights: Atletico Madrid, Borussia D., Schalke 04, City, Bayern e Juventus, quest’ultimi entrambi col gruppo assicurativo tedesco Allianz che ad oggi sponsorizza altri 5 impianti in tre continenti. A sorpresa in Europa il mercato dei diritti di denominazione più maturo è la Germania, con oltre l’80% degli stadi della Bundesliga sponsorizzati. La Premier League, seconda, è solo al 30%; la Ligue1 e la A si attestano al 10%, mentre la Liga si ferma addirittura al 5%. Qui è da precisare che lo studio si basa sui dati 2018-19 e quindi non tiene conto del Gewiss Stadium di Bergamo, il cui contratto è stato firmato il 1° luglio né del Mapei Stadium considerato una transazione intragruppo.


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