Inter, Conte non resiste: già ieri ad Appiano, tampone in settimana – GdS

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10 Maggio 2020, 09:53
Conte
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Il tecnico ieri si è ripresentato ad Appiano per seguire la ripartenza individuale dei calciatori dell’Inter. Conte si è tenuto a distanza, poiché non ancora sottoposto a tampone. Ma l’allenatore salentino non vuole lasciare nulla al caso

LEONE IN GABBIA – È durato un giorno, al secondo ha capitolato: Antonio Conte non è riuscito a rimanere lontano da Appiano e dai suoi giocatori che riprendevano ad allenarsi. Ieri, per la seconda serie di sedute individuali di Samir Handanovic e compagni c’era anche lui. A distanza, non sul campo, non a dirigere i lavori. Ma lì al centro Suning dove la macchina Inter si sta rimettendo in moto. I progetti sono saltati, la voglia di tornare “sul pezzo” ha prevalso. Conte per cause di forza maggiore sarebbe dovuto tornare ad Appiano soltanto la prossima settimana, dopo essersi sottoposto al tampone.

BLINDATI – L’Inter ha aperto gli allenamenti individuali dopo aver completato gli esami per tutti i giocatori e per una cerchia ristretta dello staff. Fra loro ci sono il preparatore Pintus, gli assistenti del tecnico Stellini e Vanoli, un fisioterapista. Perché non Conte, perché non tutto lo staff e i dirigenti più a contatto con la squadra? In Lombardia la reperibilità dei tamponi è ancora scarsa. L’Inter ha dovuto fare delle scelte, anche per non “gravare” sulle strutture sanitarie regionali e per “lasciare” i tamponi a chi ha ben altre necessità.

A CONTATTO – Così l’allenatore ha dovuto rinviare il suo rientro. Del resto, in questi primi giorni di “riattivazione singola” la sua presenza poteva anche non essere necessaria. Ma tenerlo lontano dai campi è sempre difficile. Tanto che la voglia ha fatto “saltare gli schemi”. Nella seconda giornata in cui l’Inter è tornata a correre sui campi è comparso anche lui. Conte è rimasto a distanza, ha cercato una postazione per osservare i lavori e si è confrontato con l’ad Giuseppe Marotta. Il protocollo gli ha impedito contatti diretti con i suoi giocatori, però ha ripreso confidenza con la sede di lavoro. La prossima settimana il club ha previsto una seconda tornata di tamponi che coinvolgerà Conte e tutto lo staff che gira intorno alla squadra.

PRESSIONI – A quel punto Conte avrà ripreso pieno possesso del centro della scena e del campo. Il lavoro da fare, per recuperare forma e automatismi, non mancherà. Le preoccupazioni con cui fare i conti sono molteplici: da una parte, ci sono quelle sanitarie legate alla prospettiva di tornare a giocare, che buona parte del gruppo non ha superato. Dall’altra, quelle di natura organizzativa e tecnica, che non possono far star tranquillo un perfezionista come Conte. Complesso pensare di riannodare i fili di una stagione in questo contesto, con un programma ancora nebuloso e poco tempo per rimettere tutti in riga. Anche per questo l’allenatore dell’Inter ha rotto gli indugi ieri, e continuerà a presenziare a distanza anche nei prossimi giorni.

AL COMPLETO – L’unica consolazione per lui è che sarà abbondante anche il materiale umano su cui lavorare. Più abbondante che mai: al momento tutta la rosa dell’Inter è a disposizione, cosa praticamente mai accaduta in questi mesi. Ad agosto si partì con Diego Godin infortunato e Alexis Sanchez in ritardo di condizione, dopo due-tre gare a ranghi completi il cileno, Stefano Sensi e Danilo D’Ambrosio iniziarono a frequentare un’infermeria diventata sempre più affollata. A gennaio sono arrivati aiuti dal mercato, ma solo ora vecchi e nuovi sono tutti pronti a correre. Poteva Conte restare ancora a casa?

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Clari


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