Inter, cantiere aperto e rosa corta: il derby ora preoccupa – SM

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18 Settembre 2019, 10:08
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SportMediaset sottolinea come Inter-Slavia Praga abbia messo a nudo tutti i problemi della squadra di Conte. Che ora non può fallire il derby col Milan.

PROBLEMI EMERSI – Parlare di allarme sembra eccessivo, ma di sicuro la frenata (non è uno stop solo grazie al gol di Barella) in Champions League smorza un po’ gli entusiasmi in casa Inter. Qualche segnale si era avvertito anche contro l’Udinese, ma la partita con lo Slavia Praga è stata l’ultima prova che ha fatto seguito all’indizio. Forse un calendario agevole in campionato aveva un po’ illuso i nerazzurri, convinti che il passato recente fosse già un lontano ricordo. Invece è tornato fuori quella “pazzia” che Conte non vorrebbe più vedere.

ROSA CORTA – Il problema è che sabato c’è il derby e un altro passo falso non sarebbe accettato a cuore leggero dai tifosi. Anche perché dall’altra parte c’è un Milan che non sembra certo stare meglio… Però non bisogna nascondere che l’Inter di oggi è ancora un cantiere aperto nonostante le ore di innegabile lavoro e sudore affrontate da luglio a oggi. Il fatto è che non è facile pigiare sempre sull’acceleratore quando la rosa non è così ampia e competitiva come si sperava. Perché se Sanchez e Biraghi, ad esempio, non si sono praticamente ancora visti, Lazaro per ora non merita la maglia da titolare nemmeno contro una squadra di quarta fascia come quella ceca. E così i ricambi, soprattutto in alcuni ruoli, sono pochi e ci si ritrova con i soliti noti a tirare la carretta. Anche se siamo solo all’inizio della stagione.

Conte si è preso le colpe di alcune scelte tecniche, ma alle spalle non ha certo l’attuale panchina della Juve. Il carattere non sempre basta, soprattutto quando si gioca in Europa e dall’altra parte del campo c’è chi ha la stessa fame. E poi c’è Romelu Lukaku. Il gigante belga è in vistoso calo. Colpa di una schiena che fa le bizze e se non c’è la condizione fisica, allora anche lui diventa un giocatore normale. Lasciando da parte il capitolo Icardi, forse liberarsi così frettolosamente di Nainggolan e Perisic, capaci di garantire fisicità e tecnica anche se a corrente alternata, non è stata una così buona idea.




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