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L’Inter cambia allenatore. Su quale panchina siederà Antonio Conte?

Ha portato la sua squadra a vincere il campionato con largo anticipo, eppure Antonio Conte ha lasciato l’Inter. Un addio prima della fine ufficiale del contratto che ha addolorato i tifosi, che da undici anni aspettavano di cucirsi lo scudetto sul petto. Ad amareggiarli e spingerli a prendersela con la presidenza, sono anche i motivi che si nascondono dietro al doloroso divorzio.

Quando i conti non tornano…

A convincere Antonio Conte ad andarsene sono state infatti questioni economiche e strategiche. Il prossimo anno i vertici della società vogliono rimettere in sesto le finanze della squadra, il che significa da un lato vendere giocatori importanti per recuperare fino a cento milioni di euro e dall’altro convincere quelli che rimangono a tagliarsi l’ingaggio del 20%. Un progetto difficile da portare avanti, che potrebbe mettere un freno alle ambizioni anche in chiave europea. Durante l’incontro con Steven Zhang, Antonio Conte ha messo bene in chiaro le sue richieste: una rosa non indebolita, qualche nuovo investimento ed obiettivi chiari, sostenuti anche a livello mediatico. Il mister pugliese conosce bene il calcio italiano e non è disposto ad accettare di giocare con una squadra che procede a marce ridotte per risparmiare.

La partenza di Conte ha risonanze maggiori, che si estendono a macchia d’olio al di fuori di Casa Inter con potenziali rispercussioni sul mercato, scommesse sulla serie A, obiettivi stagionali e i nuovi scenari di competitività del campionato 2021/2022.

Tre le strade aperte per Conte

Due posizioni evidentemente inconciliabili, che hanno spinto il Mister ad andarsene, nonostante l’emozione per la vittoria dello scudetto. Al suo posto arriverà Simone Inzaghi, dopo un corteggiamento che aveva visto coinvolti anche Massimiliano Allegri (poi finito alla Juventus) e Maurizio Sarri. L’ufficializzazione dell’incarico è recentissima, i tifosi non hanno ancora commentato. Ma i riflettori rimangono comunque puntati su Antonio Conte, l’uomo dello scudetto, e sulla sua futura destinazione. A proposito della quale esistono ancora tante incertezze, che forse dipendono anche dal fatto che – come spiega “Il Giornale” – l’ex mister nerazzurro è disposto ad accettare solo un progetto competitivo, ovvero una squadra che competa ad alti livelli su tutti i fronti. Le piste emerse in queste settimane sono state fondamentalmente tre. Da un lato c’era il Real Madrid, che però poi ha optato per un altro italiano, ovvero Carlo Ancelotti, reduce da un campionato pieno di chiaroscuri in Inghilterra con l’Everton. L’altra ipotesi è quella del Paris Saint-Germain. L’allenatore attuale, Mauricio Pochettino, avrebbe ancora due anni di contratto, ma i risultati poco entusiasmanti dell’ultima stagione lo spingono a pensare a una nuova destinazione. Significa che potrebbe lasciare spazio a Conte?

In viaggio verso il Regno Unito

La terza opzione vedeva l’ex allenatore dell’Inter pronto a salpare verso il Regno Unito, precisamente verso il Tottenham. Le ragioni erano molteplici. Anzitutto Conte consce bene la Premier League, visto che ha già allenato il Chelsea, con il quale ha anche vinto il titolo nel 2017. Secondariamente il club sembrava volerla fare da protagonista sul mercato, elemento che a Conte alletta non poco. Tuttavia, proprio negli ultimi giorni, la panchina è stata già riservata a Paulo Fonseca, reduce da un’esperienza romana alquanto discutibile.

Dalla Puglia senza pensieri

Dal mare del suo Salento, dove si è preso una meritata vacanza, il tecnico non conferma nulla. In una foto postata sui social si mostra sereno, in riva a un mare trasparente, pronto a tuffarsi in un’avventura. Non tradisce alcuna preoccupazione, anche se ha lasciato un incarico sicuro per l’incerto, ma si tratta anche di un allenatore che è stato spesso garanzia di successi. Non proprio il tipo che conviene farsi scappare. Come è capitato all’Inter, che ha dovuto rinunciare al suo carisma e adesso spera di continuare a vincere anche con il nuovo mister, che ha accettato l’offerta di un contratto biennale. Non è chiaro quale sarà il suo ingaggio. Si è parlato di 4 milioni rispetto ai 12 che guadagnava Conte (che ha avuto una buonuscita di 7 milioni), ma non ci sono ancora state conferme. Stipendio a parte, però, Simone Inzaghi si prepara a raccogliere un testimone che scotta, visto che all’Inter Conte ha fatto davvero bene, spingendo la squadra a dimostrare cuore e determinazione e a conquistare uno scudetto atteso da undici anni.

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