Infantino: “Riformo il calcio. VAR? È indispensabile, placheremo critiche”

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23 Marzo 2020, 08:58
Gianni Infantino
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Terza e ultima parte dell’intervista a Gianni Infantino, presidente della Fifa, tra le pagine de “La Gazzetta dello Sport”. Qui si parla di innovazioni per il mondo del calcio e dell’importanza del VAR, ormai ritenuto imprescindibile

OPPORTUNITÀ – Il coronavirus ha rallentato inevitabilmente progressi e innovazioni nel mondo del calcio (vedi articolo). Gianni Infantino, presidente della Fifa e grande tifoso dell’Inter (vedi articolo), spera che l’emergenza aiuti a ripensare il football: “Serve una valutazione dell’impatto economico globale. Ora è difficile, non sappiamo quando si torna alla normalità. Ma guardiamo alle opportunità. Possiamo forse riformare il calcio mondiale facendo un passo indietro. Con formati diversi. Meno tornei, ma più interessanti. Forse meno squadre, ma più equilibrate. Meno partite per proteggere la salute dei calciatori, ma più combattute. Non è fantascienza, parliamone. Quantifichiamo i danni, vediamo come coprirli, facciamo sacrifici – sarà avvantaggiato chi ha gestito la propria “azienda” in modo sano – e ripartiamo. Non da zero, siamo privilegiati. Ma salviamo tutti assieme il calcio da una crisi che rischia di essere irreversibile“.

PROGETTI – Sul progetto di una Superlega per club, Infantino si esprime così: “Mi viene da ridere. E cos’altro? Da quel che vedo, ci pensano già altri a progettare e organizzare tornei in giro per il mondo, al di fuori dalle strutture istituzionali, e senza rispetto per il modo in cui è organizzato il calcio nazionale, continentale e mondiale. In futuro dobbiamo avere almeno 50 nazionali che possano vincere i Mondiali, non solo 8 europee e 2 sudamericane. E 50 club che possano vincere i Mondiali per club, non solo 5 o 6 europei. E una ventina di questi 50 saranno europei, il che mi sembra già meglio dei 5 o 6 odierni. Ma non è il momento di parlarne ora“.

TEMA CALDO – Ci sono altre battaglie che la Fifa deve combattere. Tra queste, anche una regolamentazione del ruolo degli agenti: “Non si tratta di essere contro gli agenti, al contrario. Quest’anno avremo una legislazione chiara sui flussi monetari dei trasferimenti. Attuando quanto chiedono l’Ue, mondo politico ed economico, tifosi. Il calcio non è e non può più essere il FarWest, dove non esistono regole. Il regolamento sugli agenti è solo parte di una riforma più ampia del sistema trasferimenti. Ogni estate circolano, a volte via paradisi fiscali, circa 7 miliardi di euro di trasferimenti internazionali. Il settore economico meno regolamentato al mondo. E ogni volta che polizia o finanza fanno controlli trovano qualcosa di strano. Anche gli agenti, in particolare quelli bravi e seri, trarranno molti beneficici“.

FUTURO – C’è tempo anche per parlare di VAR: “La Var è ormai indispensabile. Se usata come si deve, le critiche si placheranno. Può essere perfezionata, ma il fatto è che in alcuni paesi non rispettano il protocollo Ifab. È importante capire che la Var aiuta l’arbitro, e non che sia un altro a prendere le decisioni. Intanto viene usata in un centinaio di tornei di una settantina di paesi: molti miscredenti e/o gufi si sono dovuti ricredere. Ora investiremo di più, secondo la mia visione 2020-23, per fare una Var light, economica e funzionale. Globale. E chiariamo una volta per tutte: non esiste nessun obbligo. Chi non la vuole è liberissimo di non usarla. Ma chiedete ai critici se vorrebbero davvero tornare all’età della pietra“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Fabio Licari


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