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Ince: «Inter posto migliore! Moratti speciale, tifosi sempre al mio fianco»

Ince ha parlato dei suoi anni all’Inter in un’intervista concessa a Sky Sport per My Story. L’ex centrocampista nerazzurro ha speso parole importanti per l’ex presidente Moratti e per i tifosi interisti che l’hanno sempre sostenuto. 

TRASFERIMENTOPaul Ince è tornato sulla sua esperienza all’Inter, dal 1995 al 1997: «Quando siamo andati a Milano, con mia moglie facevano delle riflessioni. Avevamo un bambino. Dovevamo trovare il giusto ambiente ma non ci riuscivamo. I posti che ci mostravano non erano adatti a noi. Questo era un problema, siamo tornati in Inghilterra qualche giorno. Ho parlato con Massimo Moratti e mi ha detto: “Perché non stai in un bell’hotel finché non trovi la soluzione giusta?” Apprezzo ancora tantissimo quello che ha fatto, vivevamo in hotel e giocavo a calcio. Poi abbiamo trovato un appartamento sopra quello di Jürgen Klinsmann, era bellissimo con vista lago. Posso dire che sia stato il miglior trasferimento che potessi fare nella mia carriera. L’Inter è un club prestigioso con tifosi fantastici, uno stadio incredibile. Lo stile di vita, il tempo, era tutto perfetto. Probabilmente il posto migliore in cui sia mai stato».

RISPETTO – Ince ha tessuto le lodi dell’ex presidente dell’Inter Moratti: «Cosa lo rendeva così speciale? Tutto. Solo guardandolo non potevi che provare rispetto per lui. Aveva un amore per me davvero significativo e lo dimostrò nella sua volontà di portarmi in Italia. Non fu l’allenatore dell’epoca Ottavio Bianchi a venire alla partita contro il Crystal Palace, ma Massimo. E quando mi convinse a venire in Italia, si assicurò che tutto fosse perfetto per me. Mi ha trattato come un re».

CORO – Ince ha ringraziato i tifosi dell’Inter che non gli hanno mai fatto mancare il loro sostegno: «Sin da subito i tifosi iniziarono a cantare: “Come on, Paul Ince!” E quando lo dicevo in Inghilterra, mi rispondevano: “Significa che devi fare meglio!” Poi le prestazioni sono migliorate e i tifosi continuavano a intonarmi quel coro. Lì ho realizzato che sono sempre stati al mio fianco. Ci tengo a dire che non mi hanno mai criticato, neanche per un attimo. E io spesso andavo a ringraziarli sotto la curva, mi sostenevano quando giocavo male e quando giocavo bene. Sono dei tifosi davvero incredibili e mi dispiace sia dovuto andare via così presto».

RE DI MILANO – Ince ha concluso parlando del suo rapporto con San Siro e con il tifo nerazzurro: «Cos’è il meglio? Il derby di Milano, quando l’Inter gioca in casa. Quei fumogeni, non riuscivo a vedere il giocatore accanto. L’atmosfera era incredibile, la notte seguente è come se fossi il re della città. Quando vinci il derby, puoi fare quello che vuoi a Milano. Mangiare, bere gratis, ballare. Tutto quello che vuoi! Sei il re della città per una notte. Inno preferito? Sono tutti inni bellissimi e ho amato ascoltarli cantati da tutto lo stadio. E quando indossi queste maglie, non c’è niente di meglio».

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