In Serie A i club sono contrari a playoff e playout, ecco i motivi – GdS

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23 Maggio 2020, 10:27
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La “Gazzetta dello Sport” fa il punto sulla visione interna alla Serie A sugli eventuali playoff e playout per concludere il campionato.

NO AI PLAYOFF – Per questioni giuridiche: cambiare la formula dei campionati in corsa porterebbe a una serie di ricorsi da parte dei club sfavoriti. Per questioni logiche: se non è possibile giocare le restanti partite dal campionato per ragioni di tutela della salute, non avrebbe senso disputare nemmeno playoff e playout. «Se non si può giocare, non si può giocare e basta» ha detto due giorni fa Urbano Cairo, presidente del Torino. Per questioni economiche: Sky, Dazn e Img che hanno già espresso la propria opposizione al pagamento della sesta rata, a maggior ragione pretenderebbero uno sconto adeguato al formato ridotto del torneo. Ci sono tanti motivi per cui la maggioranza delle società di A si oppone all’idea dei playoff e playout, uno scenario che in primo luogo cambierebbe le regole in corsa.

PIANI FALSATI – Per conquistare scudetto, Europa o salvezza i club hanno stilato un piano che comprende l’intera stagione sportiva, magari hanno finanziato un ricco mercato invernale per arrivare all’obiettivo finale. E poi il calendario che, fin quando le squadre sono scese in campo, ha evidentemente influito sulla classifica parziale: il Lecce del Presidente Sticchi Damiani ha finora affrontato la quasi totalità delle squadre che occupano la prima colonna della graduatoria. Di fronte ha invece una serie di impegni contro le dirette concorrenti che possono determinarne la posizione finale. Ma gli stessi principi valgono per chi lotta per traguardi più ambiziosi, scudetto compreso.


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