Il progetto del nuovo San Siro prende corpo: sarà area verde – GdS

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29 marzo 2019, 09:45
San Siro Inter Meazza

La “Gazzetta dello Sport” riporta le prime indiscrezioni sul progetto di Inter e Milan per il nuovo San Siro. I due club puntano non solo all’impianto, ma a un nuovo polo verde della città.

PROGETTO IN DEFINIZIONE – Un grande polmone verde, uno stadio nuovo che na­sca – almeno nello spirito – sulle ceneri del vecchio, come un’araba fenice, un polo com­merciale e direzionale, acco­gliente ma non troppo invaden­te, e tutto intorno un nuovo quartiere, rigenerato come solo a Milano sanno fare. Eccoci qui, il progetto della nuova casa di Inter e Milan prende corpo, e già promette di inserirsi nella scia di Porta Nuova, City Life, Scalo di Porta Romana e area Expo, gli interventi che hanno cambiato il volto della città nell’ultimo de­cennio.

INVESTITORI – Inter e Milan hanno le migliori intenzioni per il nuovo San Siro, la macchina dei «lavori» procede già a velocità di crociera. Ieri nella sede del club nerazzurro hanno sottoposto le ipotesi di progetto al presidente dell’Isti­tuto per il Credito Sportivo An­drea Abodi, da giorni in contat­to con Paolo Scaroni e Alessandro Antonello. La banca pubbli­ca – controllata all’80% dal Mef – finanzierà una quota dei lavo­ri, ma non sarà l’unica coinvolta né la capofila. Saliranno a bordo diversi istituti internazionali, al pari di grandi aziende che han­no già assicurato la propria di­sponibilità a operazioni di part­nership e/o sponsorship.

ANCORA NODI – Un progetto è in via di definizione, con molti nodi ancora da scio­gliere, ma già alcuni punti fer­mi. La premessa è nella capacità attrattiva dei due club e della città di Milano: un appeal inter­nazionale che fa già del lavoro di Inter e Milan il più serio e con­sistente progetto infrastruttura­le sportivo del Paese. Con attenzione anche al verde.

ZONA VERDE – Che si costruisca un nuovo San Siro da circa 300 mi­lioni abbattendo il vecchio, ma­gari ricalcandone il modello – l’ipotesi A cui in questo momen­to sono concentrati gli sforzi di architetti, tecnici e, soprattutto, analisti finanziari – o ci si limiti ad un profondo restyling dell’atuale – l’ipotesi B non ancora de­ finitivamente abbandonata –, lo stadio del futuro sorgerà all’in­terno di un parco aperto ai citta­dini. Un’area di grande respiro, in cui il verde dominerà sul ce­mento. Le cubature ipotizzate, infatti, non saranno troppo in­vasive, né in altezza né in lar­ghezza: uno stadio da circa sessantamila posti, un polo com­merciale, probabilmente anche un’ala direzionale con degli uf­fici, e stop. Per un investimento complessivo di circa 600 milio­ni. Al momento, non è previsto un grande business park come nel caso del progetto della Ro­ma, né grattacieli o torri. Rispet­to alle difficoltà offerte da Tor di Valle, la zona individuata dal club giallorosso, San Siro ha col­legamenti già in grado di regge­re certi flussi di traffico. Il tra­sporto su ferro può coprire una percentuale di spettatori più che accettabile, basterà perfe­zionare la viabilità su strada e i giochi saranno fatti.

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