Ieri contatti in Lega, lunedì ancora: diversi problemi da risolvere – CdS

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14 Marzo 2020, 10:18
Paolo Dal Pino presidente Lega Serie A
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Il “Corriere dello Sport” presenta i vari problemi che la Lega Serie A deve affrontare: stipendi, tempi per il campionato, nodo allenamenti.

QUESTIONI DI CUI PARLARE – Non è stata una vera assemblea di Lega, non poteva esserlo perché per statuto in video conferenza non è consentito deliberare, ma presidenti e dirigenti dei club di serie A, ieri, si sono nuovamente collegati per affrontare le questioni più urgenti, collegata all’emergenza coronavirus. Ovviamente è stata ribadita la linea da tenere nei confronti dell’Uefa: «Non si possono privilegiare gli Europei rispetto campionati altrimenti collassa il sistema». Ed è la linea che coinvolge anche le altre Leghe europee e, dunque, l’aspettativa è che l’organismo europeo, martedì, decida per lo spostamento della rassegna continentale. «La posizione della serie A resta quella di terminare l’attività sportiva concludendo nei prossimi mesi i campionati nazionali, riprendendoli quando le condizioni sanitarie lo consentiranno», si legge nella nota di via Rosellini.

NUOVA ASSEMBLEA – I club si ricollegheranno nuovamente lunedì, con la speranza che, attraverso un già atteso decreto del Governo, le Assemblee di ogni azienda, quindi anche quella della serie A, possano decidere senza la presenza fisica dei partecipanti. Ma ieri, comunque, qualcosa è stato deciso, vale a dire la creazione di una serie di tavoli tecnici di lavoro con la finalità di affrontare e trovare soluzioni su come uscire all’emergenza. Verranno affrontate tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment, ovvero valutazione del rischio, per le società e per la stessa Lega. E non parteciperanno soltanto i rappresentanti dei club, ma ci sarà anche il coinvolgimento della Federazione, dell’Assocalciatori, dei broadcaster e, con ogni probabilità, anche di esperti in tematiche fiscali.

PROBLEMA STIPENDI – Già perché tra le richieste che avanzeranno le società ci sarà anche quella di ottenere un intervento dallo stato sull’Irpef per poter dare gli stipendi netti ai calciatori. Peraltro, senza gli incassi da stadio e in attesa dei pagamenti dei broadcaster, diversi club cominciano ad avere problemi di liquidità. Così si apre anche un altro fronte con la Federazione. Attualmente, infatti, le regole per l’iscrizione al campionato prevedono il pagamento degli emolumenti fino a maggio. Ebbene, ci sarà la richiesta per anticipare la scadenza, magari a marzo. In questo modo, le società avranno più margine per operare. Chiaro che la questione più importante resti come riuscire a finire il campionato.

TEMPI E ALLENAMENTI – Il piano ormai è stato delineato. Senza più gli Europei, infatti, la serie A potrà anche riprendere a maggio. Poi, giocando ogni 3 giorni, entro fine giugno, si arriverà al completamento del campionato, con regolare assegnazione dello scudetto e assegnazione di tutti gli altri verdetti. Qualcuno ha anche ipotizzato di sforare a luglio, ottenendo una deroga, visto che i contratti si esauriscono al 30 giugno. Riuscirci, però, appare piuttosto complicato: basti pensare alla scadenza dei prestiti. A proposito della questione medica, sempre più di attualità alla luce delle nuove positività dei calciatori, l’Aic insiste perché le squadre non si allenino. La Lega, mercoledì scorso, aveva invitato le squadre a uno stop di 7 giorni. Ma il sindacato dei giocatori insiste per un’interruzione ancora più lunga. Il Milan si è già portato avanti, allungando la sua pausa fino al 23 marzo. Altri club, però, non sono così disponibili.


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