Icardi, un big per l’Inter. Ecco perché non teme il confronto in Europa-GdS

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23 ottobre 2018, 09:05
Mauro Icardi Inter-Milan

La “Gazzetta dello Sport” confronta l’operato realizzato di Mauro Icardi con quello dei suoi concorrenti europei. Il capitano dell’Inter ha tutte le carte in regola per fare bene in Champions e ritagliarsi un posto nell’Olimpo degli attaccanti.

ICARDI VEDE LE STELLE— La Champions League per Mauro Icardi è un parco mai frequentato, prima del mese scorso, in cui però ha già il 100% nel rapporto gol/partite (2 su 2). Il risultato non può che essere una battuta se confrontato con i monumenti di questa competizione: dal primatista di reti Cristiano Ronaldo (120 gol il 154 uscite) a Robert Lewandowski (46 centri in 74 presenze ) fino a Sergio Aguero (media di un gol ogni due match circa, 63-32) ed Harry Kane (12 gare e 10 sigilli). Può quindi Icardi sentirsi alla stessa altezza dei colleghi? O ne ha le qualità per aspirare a raggiungerli? La risposta è sì e deriva dalle caratteristiche, dall’età e margini di miglioramento, dal gioioso impatto con la nuova competizione e dai suoi numeri in Serie A.

PERCENTUALI DA FENOMENO-Considerando infatti i primi cinque tornei d’Europa dall’agosto 2013, Icardi ha una percentuale realizzativa in base ai tiri tentati del 23%, la più alta della compagnia dei monumenti: Edison Cavani e Luis Suarez (avversario domani) sono al 22, Lewandowski al 20, Ronaldo al 16. Maurito con l’Inter è a quota 104 reti in 166 partite, la quantità “ronaldesca” è più elevata (170 reti con lo stesso numero di gare), però le opportunità di tiro sono più numerose, senza considerare che i suoi euro-concorrenti appartengono a club leader, capaci di accatastare trofei e gloria, titoli nazionali ed europei. Icardi e l’Inter si stanno aiutando a vicenda: una risalita societaria che deve correre parallela all’ascesa dell’uomo simbolo.







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