Icardi non è più al centro dell’Inter, tutti devono abituarsi – CdS

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21 agosto 2018, 11:08
Icardi

Luca Telese nel suo editoriale sul “Corriere dello Sport” oltre a concentrarsi su Spalletti dedica una riflessione anche a Mauro Icardi. L’Inter deve abituarsi a non giocare solo per lui.

CAMBIAMENTO EPOCALE – Il primo tema da mettere sotto la lente di ingrandimento è la fine della centralità assoluta del bomber. Questo è il primo campionato (da almeno un lustro) in cui la squadra non è piu al servizio esclusivo del talento di Maurito. Persino Wanda Nara è impegnata ad esordire altrove, sulla scoppiettante panchina di Tiki Taka. Il Capitano è il centravanti tecnicamente più completo del campionato italiano: ma ciò che il fuoriclasse costruisce in campo, deve pur sempre convivere con la testa saturnina e il carattere umorale del ragazzo che scriveva nella sua autobiograa di voler “importare” teppisti dalle favelas per castigare i tifosi nerazzurri.

NUOVA DIMENSIONE – Anche adesso, che l’età e le prove della vita lo hanno maturato, sia la squadra che il giocatore devono abituarsi all’idea che la cattedrale del gioco nerazzurro non si chiude necessariamente con le campane di un solo bomber. Oggi, quando Keita punta l’uomo, capisci che la sua prima intenzione è il tiro, intuisci il sottinteso di una potenziale lesa maestà. Se persino lo spettatore fatica a metabolizzare l’idea che la monarchia assoluta di Icardi in un modo o nell’altro si debba costituzionalizzare, immaginate quanto costi a lui e allo spogliatoio. Tra i tifosi della zoologia fantastica italiana gli interisti sono gli unici con la funzione “autocritica” nella dotazione di serie. Domenica sui social molti erano cosi affranti da scrivere: “Speriamo che lo compri il Real, così arrivano i milioni per rafforzarci”. Aspiranti regicidi.






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