Icardi è tornato e può rimanere, Spalletti e Perisic in bilico – GdS

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16 aprile 2019, 11:27
Icardi

Alberto Cerrutti nel suo editoriale sulla “Gazzetta dello Sport” analizza la situazione di Mauro Icardi. L’ex capitano è tornato a giocare e ora il suo futuro è da stabilire. Al momento però sembrano più a rischio Perisic e Spalletti.

RITORNO IN CAMPO – Partiamo dall’unica certezza: Icardi è un grande goleador con la qualità dei campioni, la freddezza nei momenti difficili. Dopo tutto quello che è successo, infatti, non era semplice per lui rientrare. E invece ha giocato come se non fosse stato mai assente. Proprio nella sera del suo attesissimo ritorno ha trasformato un rigore che pesava tantissimo, mettendo la sua firma nel 4-0 contro il Genoa. E anche se a Frosinone avrebbe potuto segnare su azione, alla fine è stato lui a servire a Vecino il pallone del 3-1, dimostrando di saper giocare anche per, e con, i compagni. Sorvolando sulla trasformazione del rigore del 2-0, concessa più o meno volentieri a Perisic e sui rapporti tra i due, siccome il bene dell’Inter deve essere al di sopra degli interessi personali, è confortante constatare che la «tregua» tra Icardi e la società, e tra Icardi e i compagni, per ora resiste.

FUTURO DA DECIDERE – Poi, a fine anno, si saprà quale sarà il futuro del centravanti, ricordando anche la sua età, perché Icardi ha soltanto 26 anni, 2 meno di Zapata e soprattutto 7 meno di Dzeko, suoi presunti eredi. E se davvero Icardi è ancora considerato un punto di forza dai tifosi, dovrà pensarci bene prima di andare via. È chiaro, infatti, che deciderà lui, come ha ammesso Marotta ieri mattina a «Radio Anch’io» su Radiouno Rai, perché anche quando era alla Juventus ripeteva che non si può trattenere chi vuole cambiare squadra. La improbabile, ma non più impossibile, permanenza di Icardi, specie se ci sarà un accordo sul suo contratto, comporterebbe l’addio a Perisic, meno decisivo dell’argentino e già richiesto da club inglesi. Con lui potrebbe partire anche l’altro croato Brozovic, mentre diverso è il discorso su Spalletti.

IL BILANCIO DI SPALLETTI – È facile dire che la partecipazione alla prossima Champions gli garantirà la conferma, a prescindere dal suo contratto fino al 2021. In realtà un allenatore, specie se non è al primo anno, va giudicato per i risultati, in rapporto ai mezzi a disposizione e quindi alle aspettative. Pensando al fatto che l’estate scorsa molti consideravano l’Inter l’unica squadra in grado di contendere lo scudetto alla Juve, riguadagnare l’accesso alla Champions sarebbe il minimo e non il massimo, anche perché i nerazzurri hanno gli stessi punti di un anno fa e la stessa distanza dai bianconeri, con l’aggravante di essere usciti subito dalla Champions e quasi subito dall’Europa League, con l’ulteriore precoce eliminazione in Coppa Italia. Su questo, oltre che sull’aspetto economico legato all’eventuale esonero di Spalletti, rifletterà la società. Con un’enorme differenza tra lui e Icardi. Perché non c’è bisogno di aspettare la fine della stagione per sapere che Spalletti rimarrebbe volentieri all’Inter.

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