Hakimi falso positivo? Inter irritata con l’Uefa: si valutano misure legali

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24 Ottobre 2020, 08:29
Achraf Hakimi Inter-Pisa Achraf Hakimi Inter-Pisa
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Inter furiosa con l’Uefa per la gestione del caso Hakimi. Il club nerazzurro valuta misure legali per tutelare la propria immagine. Qui una ricostruzione dell’accaduto

CAOS – Si è tinta di giallo la vicenda del tampone positivo di Achraf Hakimi, a poche ore dalla partita di Champions League Inter-Borussia Monchengladbach. Ieri, però, l‘esito negativo del test, effettuato dall’Inter, ha smentito quello del primo, effettuato invece dall’Uefa. Hakimi era dunque un falso positivo? Per averne la conferma, l’Inter dovrà attendere il risultato di un ulteriore test molecolare effettuato proprio ieri. Se dovesse essere confermato l’esito negativo, l’Inter farà di tutto per avere a disposizione il marocchino in Genoa-Inter, nonostante l’ex Real Madrid non metta piede in campo da martedì.

RICOSTRUZIONE – Ma il punto della questione è un altro: l’Inter è piuttosto irritata con la Uefa e le sue procedure. Nella giornata di mercoledì, intorno ad ora di pranzo, erano arrivati i risultati dei test effettuati il giorno precedente: tutti negativi, Hakimi incluso. Ma verso le 16.10 arriva la comunicazione che spiazza tutti: l’ex Dortmund è leggermente positivo, dopo aver passato praticamente mezza giornata di mercoledì a stretto contatto col resto della squadra. A quel punto vengono attivate le procedure di isolamento e Hakimi effettua un altro test, il cui esito (ancora positivo) si conferma nella giornata di giovedì.

GIALLO – La situazione, però, subisce un drastico cambiamento nella giornata di venerdì, quando arriva il risultato del test effettuato con l’Inter. Quel tampone è negativo. In queste ore, si attende l’esito dell’ennesimo tampone effettuato dal club nerazzurro. Qualora dovesse essere confermata la negatività del classe ’98, l’Inter invierà tutti i documenti necessari all’Ats di riferimento per avere Hakimi a disposizione contro il Genoa.

SEGUITO – Ciò che ha fatto infuriare il club nerazzurro, nei confronti dell’Uefa, sono state le tempistiche di comunicazione della debole positività di Hakimi. Il risultato del tampone è arrivato praticamente a ridosso della consegna della distinta, per la sfida con il Borussia Monchengladbach, consentendo al marocchino di condividere tempi e spazi col resto della squadra. Non è chiaro se l’Inter avrà intenzione di tutelare i propri interessi, in sede legale, nei confronti dell’Uefa, relativamente al caso Hakimi. Ma le procedure di gestione della cosa non sono piaciute dalle parti di Viale della Liberazione.



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