Guardalà: “Inter, Conte abituato a cambiare. Una differenza col passato”

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19 Febbraio 2020, 15:56
Antonio Conte
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Giovanni Guardalà, noto giornalista di “Sky Sport” e inviato per la Juventus, ha parlato negli studi dell’emittente televisiva dell’Inter di Antonio Conte e dei suoi dubbi tattici, relativi a Christian Eriksen. Come spiega il suo percorso, il tecnico salentino è abituato a cambiare assetto. Ma c’è un’importante differenza col passato

ABITUDINE AL CAMBIAMENTOAntonio Conte è un idealista, ma non così determinato da spingersi verso il suicidio. Il fragore delle sue vittorie ha rafforzato l’eco delle sue idee. Ma il tecnico salentino non è così estraneo al cambiamento, come qualcuno potrebbe pensare. Giovanni Guardalà, giornalista di “Sky Sport”, ha ripercorso la carriera in panchina dell’allenatore leccese, focalizzandosi proprio sui cambiamenti tattici in corsa: «Partendo dal primo anno alla Juventus, Conte arrivava dal suo credo. Lo disse in conferenza: “Amo il 4-2-4 e così giocheremo”. Andrea Pirlo era stato preso prima del tecnico, ma anche l’esplosione di Arturo Vidal lo costrinse a cambiare. Diede più protezione a Pirlo con l’inserimento del cileno. La primissima Juventus di Conte giocava col 4-2-4. Passò poi ad un 4-4-3-3, come stato ibrido prima di svezzare il 3-5-2. Un’evoluzione simile ci fu anche al Chelsea. La prima partita col West Ham fu affrontata col 4-2-4. C’erano Ngolo Kante e Nemanja Matic in mezzo, in avanti spazio a Willian, Pedro, Hazard e Diego Costa. Arrivarono poi due sconfitte consecutive (una fragorosa con l’Arsenal per 3-0), e dunque Conte si inventò il 3-4-3. Spostò Azpilicueta nei tre in difesa, Victor Moses e Marcos Alonso sugli esterni mentre in attacco lanciò il tridente. Da quel momento, il Chelsea mise in fila tredici vittorie consecutive».

DUBBIO AMLETICO – Il cruccio Eriksen sta martellando Conte, alle prese col difficile inserimento del talento danese: «Credo sia difficile vedere l’Inter strutturarsi col 4-2-4. Più concreta l’ipotesi 3-4-2-1, con Stefano Sensi ed Eriksen alle spalle di una sola punta. La differenza col passato è che i cambiamenti con Juventus e Chelsea arrivarono sempre all’inizio dell’anno. Nel caso dell’Inter, la squadra ha già assimilato determinati meccanismi».

 

 

 

 


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