Gravina: “Serie A a 22 squadre? Lo escludo! Un piano A per finire”

Articolo di
16 Marzo 2020, 23:38
Gabriele Gravina
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Gravina, presidente della FIGC, a “Sportitalia Mercato” ha spiegato come la Serie A dovrà ripartire dopo l’emergenza Coronavirus. Dopo la prima parte (vedi articolo) è entrato nel merito delle varie ipotesi per chiudere la stagione.

IL POSTICIPO – A Gabriele Gravina viene chiesto se si può andare oltre il 30 giugno con la Serie A: «È possibile, ma più complicato. A livello europeo, sarà oggetto di un confronto che avremo dalle ore 13, potrebbe esserci un procedimento di emergenza con tutte le federazioni, in accordo con l’UEFA. Europei posticipati al 2021? È probabile, credo che sia la soluzione più giusta in questo momento».

COME SI RISOLVE – Gravina affronta il problema Coronavirus a livello internazionale: «Ci confronteremo. È chiaro che, già in occasione del Congresso UEFA di Amsterdam del 2 e 3 di questo mese, qualche confronto e qualche riflessione abbiamo avuto modo di farla fra noi presidenti di federazioni. C’è un orientamento, abbastanza preciso, dopo che due settimane fa c’erano solo preoccupazioni e timori. Oggi abbiamo delle certezze: abbiamo un nemico subdolo, che dobbiamo sconfiggere perché il bene primario è la tutela della salute dei nostri cittadini. Dobbiamo concentrarci nel far sì che questa pandemia vada sconfitta nel più breve tempo possibile».

PRIMA IPOTESI – Gravina dà la sua priorità sulla stagione attuale: «Il piano A è che il campionato di Serie A debba trovare una sua conclusione. Devo usare il plurale: i campionati, perché ci sono tante componenti che devono avere una soluzione. Non solo per i calciatori, ma anche per i tifosi e i territori. Abbiamo bisogno di dare certezze per tutti, una è completare i tornei. Se questo non dovesse essere possibile, per il tempo a disposizione, mi sono permesso di proporre i play-off e i play-out perché la competizione sul campo è il modo migliore per assegnare un titolo, promozioni e retrocessioni. Mi fa piacere che l’UEFA ha accolto quest’idea, che spero si possa attuare in futuro per dare maggiore appeal ai nostri campionati».

IL RESTO – Gravina passa alle alternative: «L’altra ipotesi è che si arrivi al congelamento della classifica. Questa è un’ipotesi che darebbe sicuramente delle tensioni, facilmente intuibili. L’ultima, che credetemi la escludo e la cito solo per esorcizzare l’idea stessa, è quella di non assegnare il titolo. Qui il problema non è solo assegnare il titolo: noi abbiamo il dovere di indicare all’UEFA le squadre che devono partecipare a Champions League ed Europa League nella stagione 2020-2021. Dobbiamo capire promozioni e retrocessioni, abbiamo bisogno di un confronto sul campo. Mi auguro che davvero questo sia possibile realizzarlo, vorrebbe dire che abbiamo vinto la principale delle partite che è sconfiggere questo virus».

NIENTE AUMENTO – Gravina rifiuta la possibilità di una Serie A a ventidue squadre: «È un’idea che, in questo momento, dico categoricamente no. Andrebbe ad avviare un’altra stagione di tensioni, il mondo del calcio non ne ha bisogno. Non mi va di penalizzare soggetti che hanno fatto sacrifici incredibili in diverse categorie, soltanto perché non vogliamo affrontare con maggiore senso di responsabilità e decisionismo il rispetto del format. Sono convinto che il calcio, con le sue proposte condivise dal Governo, può avere un futuro migliore rispetto al passato».


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