Gravina: “Serie A il 12 settembre poco proponibile. Un errore da non fare”

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1 Agosto 2020, 20:45
Gabriele Gravina Gabriele Gravina
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Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto in collegamento con “Dribbling” su Rai 2. Fra i tanti temi trattati soprattutto la Serie A 2020-2021, con la data di inizio e l’eventualità di fare play-off e play-out.

DA QUANDO?Gabriele Gravina parla della data di inizio della Serie A 2020-2021: «Ci confronteremo a breve, ne parleremo con il presidente Paolo Dal Pino per trovare e costruire comunque le condizioni. Sappiamo di avere degli ordini e degli impegni per poter partire, incastrando comunque gli impegni di un campionato che parte già in ritardo. È un campionato che dovrà tenere conto di una chiusura anticipata, per permettere alla nostra Nazionale e a tutte le nazionali di partecipare agli Europei, che inizieranno l’11 giugno 2021. Poi bisogna incastrare le partite delle nazionali e le coppe europee, ci confronteremo e troveremo sicuramente la data giusta, ma anche costruire il calendario con la cadenza giusta per non penalizzare ulteriormente questo campionato. La Serie A ha vissuto, in questa stagione 2019-2020, una fase di grande tensione e di grande criticità, soprattutto nell’ultima fase, per i calciatori e non solo».

DATA INCERTA – A Gravina viene chiesto se la prima giornata di Serie A sarà il 26 settembre: «Non credo che sia un problema di una settimana. Bisogna mettere insieme i diversi impegni e capire quali devono essere le condizioni per non creare disagio ai giocatori e ai tesserati. Provate a immaginare una finale di Champions League con le italiane, consentitemi di essere ottimista: è il 23 agosto. A fine agosto ci sono le convocazioni della Nazionale, con partite il 4 e il 7 settembre. Iniziare la Serie A il 12 settembre lo vedo poco proponibile, ma bisogna incastrare tutte le date del campionato e non farci trovare ancora una volta impreparati, chiudendo tutte le date utili possibili. Questo porterebbe un grande rischio: una volta può capitare, ma siamo chiamati a un atto di grande responsabilità. L’esperienza è ancora molto viva, non dobbiamo commettere gli errori del passato».

CAMBIO FORMAT? – Gravina parla della riforma dei campionati, che non riguarda solo la Serie A: «Credo sia uno degli argomenti da affrontare in tempi molto rapidi, non soltanto per una questione di calendari. Da diversi anni viene vista come un’esigenza, ma non è mai stata affrontata. Dobbiamo farlo con grande senso di responsabilità, abbiamo le possibilità di farlo al meglio. Un cambio format non può essere legato a una discontinuità: non sarebbe rispettoso per chi ha dimostrato senso di responsabilità, grande professionalità e capacità organizzativo-gestionali. La modifica del format, leggera, nasce dall’emergenza dettata dal maledetto virus. Si ripresenterà verso ottobre-novembre 2022, quando ci saranno i Mondiali. Anche lì ci sarà un’ulteriore sospensione, noi abbiamo una responsabilità politica e di mediazione. Dobbiamo proporre delle innovazioni, che generano sempre momenti di tensione e di paura. Dobbiamo vincere questa paura, il calcio ha bisogno di qualcosa di nuovo e di particolarmente innovativo».

CON O SENZA TIFOSI? – Gravina chiude sul rientro dei tifosi in Serie A: «Abbiamo una precondizione, legata all’evoluzione epidemiologica che non conosciamo. L’altra condizione fondamentale è il protocollo, con cui dobbiamo fare i conti. Mi auguro che la prossima settimana ci sia un confronto con il ministro Vincenzo Spadafora, per trovare delle soluzioni applicabili che permettano la partenza della Serie A 2020-2021. Questo è un auspicio e un augurio. Tifosi allo stadio? Una partita di calcio senza pubblico non ha anima. Speriamo, ma la priorità mia è avere le condizioni di far partire i campionati».




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