Gravina: “Algoritmo non è una parolaccia. Pubblico negli stadi? Ci spero”

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1 Giugno 2020, 14:31
Gabriele Gravina presidente FIGC
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Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto oggi ai microfoni di “Tutti Convocati” sulle frequenze di Radio 24 parlando della ripresa del calcio italiano

I MOMENTI DIFFICILI – Gravina parla dei momenti più difficili nel percorso di ripresa del campionato: «Ci sono stati diversi momenti, il più significativo quello che è arrivata la rinuncia della Francia di riprendere l’attività. Quando all’interno di quel panorama internazionale una delle “big five” viene meno quando le altre non hanno preso decisioni poteva avere un peso. Abbiamo mantenuto la barra dritta coordinandoci con la Uefa e il risultato è stato importante per tutti».

L’IMPEGNO DI RIPRENDERE – Gravina parla dell’impegno speso per far ripartire il calcio: «Io sono sempre stato convinto che la fase di preparazione alla ripartenza era la fase meno impegnativa. Sono molto realista e mi rendo conto esistono dei rischi ancora attivi, che non sono solo legati all’andamento del contagio, ma legati anche ad aspetti culturali che predominano nella nostra società. Diciamo che questa esperienza di questi mesi ha fatto sì che ciascuno di noi ha potuto sviluppare degli anticorpi. Abbiamo accumulato energie che ci consentiranno di trovare equilibrio politico, etico e morale per proporre soluzioni ad una chiusura di questo torneo per riavviare la stagione con maggiore serenità».

I NODI PROTOCOLLI – Gravina ha ancora alcune perplessità sui protocolli: «l calcio non ha mai chiesto sconti. Oggi esistono norme chiare per continuare l’attività isolando un protagonista continuando gli allenamenti. Esiste questa normale nel decreto. Noi una settimana prima dell’inizio manderemo una nuova proposta sperando trovi spazio la rivisitazione di quella norma che oggi crea grande ansia e preoccupazione».

RIPRESA CONTRO VENTO – Gravina parla dei venti contrari alla ripresa: «C’è un ampio dibattito. Uno scrittore americano sostiene che l’aquilone si alza controvento. L’aquilone è il mondo del calcio, ci sono dei problemi e dobbiamo dimostrare di avere soluzioni, facendo sintesi e proponendo soluzioni credibili, condivisibili e di facile applicazione».

L’ALGORITMO – Gravina spiega meglio la questione algoritmo in caso di sospensione definitiva del campionato: «Mi dispiace che l’espressione algoritmo abbia dato l’idea di una sorta di pozione magica, di qualcosa che potesse stravolgere il merito sportivo. E’ semplicemente un procedimento di calcolo, un mezzo per arrivare alla ponderazione delle classifiche. Sorrido perché è straordinario come ci piaccia avvitarci su espressioni che sono semplicemente votate a trovare equilibri. Io questa espressione l’ho usata tempo fa, poi è stata ripresa degli inglesi, da noi fa gridare alla preoccupazione».

COME FUNZIONA – Gravina approfondisce il discorso algoritmo: «Io non devo conoscere lo stato di fatto prima di intervenire, mette tutti nelle stesse condizioni. Io non so se fra tre o quattro giornate tutti hanno le stesse gare. Cosa facciamo, cristallizziamo la classifica? Questo vorrei chiedere a chi pensa che algoritmo sia una parolaccia. E’ un calcolo matematico per essere messi tutti nelle stesse condizioni. Non è una media secca, è una valutazione che mette in conto partite in casa, fuori casa, gol fatti e subiti. C’è una valutazione in termine di correttivi che hanno una minima influenza per avere un principio di equità. E’ una sorta di assicurazione sullo svolgimento del campionato. Sono convinto che se continuiamo ad essere responsabili nell’applicare le regole credo non ci dovrebbero essere sussulti».

LE RICHIESTE DEI CALCIATORI – Gravina parla delle richieste avanzate in queste settimane dall’Associazione Italiana Calciatori: «Alcune sicuramente sì, altre discutibili, ma in un momento di grande tensione generato dall’emergenza ciascuna parte ha avanzato delle idee che erano da valutare e prendere in considerazione. Alcune legittime e condivisibili, altre meno. I calciatori sono una componente fondamentale e sanno benissimo che dall’emergenza si esce tutti assieme, significa avere la responsabilità di fare qualche piccola rinuncia».

IL RAPPORTO CON SPADAFORA – Gravina parla del coordinamento avuto in questi mesi col ministro dello sport Vincenzo Spadafora: «Io col ministro Spadafora ho avuto un ottimo rapporto, costante, quotidiano. La sua prudenza ha avuto quell’atteggiamento strategico che ha consentito al calcio di arrivare nelle condizioni oggi di dire che si può partire. Abbiamo condiviso due principi fondamentali a cui non ho mai derogato. La prima è che il calcio doveva ripartire insieme al paese, ma soprattutto votato a un principio di prudenza. La prudenza come tutela della salute di tutti. Questi due elementi sono stati i due elementi a cui il ministro si è ispirato. I momenti di tensione ci sono stati, c’era voglia di accelerare, ma forse sarebbe stato dannoso considerando alcuni rischi che avrebbero compromesso il risultato finale. Dire che il risultato è stato determinato anche dal comportamento del ministro oggi è condivisibile. Mi auguro che si arrivi a limare ulteriormente qualche piccola restrizione che oggi ancora ci pesa».

RITORNO DEL PUBBLICO? – Gravina apre a un piccolo ritorno del pubblico negli stadi: «E’ un auspicio. Me lo auguro di cuore. Sto seguendo anche per mia passione l’evoluzione dei teatri italiani e delle manifestazioni culturali all’aperto. E’ impensabile che in uno stadio non ci possa essere spazio per una percentuale minima, con tutte le dovute precauzioni. E’ prematuro oggi, mi auguro che la partenza del campionato potrebbe dare un piccolo segnale di speranza, ma anche un modo per ricompensare di tante sofferenze e sacrifici i tifosi italiani».

PLAY-OFF LA PROSSIMA STAGIONE? – Gravina parla dell’ipotesi play-off nella prossima stagione nel caso si intasino troppo i calendari: «Non c’è una decisione in questo momento. Una bozza di programma è ancora embrionale da parte della Lega Serie A che è competente a decidere la sua programmazione. Il calendario al momento prevede svolgimento dal 12 settembre. Nel caso ci dovessero essere impedimenti oggettivi l’articolo 218 del decreto rilancio consente alla FIGC di riprogrammare meglio in deroga».


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