Godin: “Difficile allenarsi da soli. Non so quando si potrà tornare a giocare “

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28 Marzo 2020, 18:45
Diego Godin
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Diego Godin, difensore dell’Inter, nel corso di una lunga intervista concessa ad ESPN (qui la prima parte) ha parlato dei giorni vissuti in Italia durante l’emergenza coronavirus e delle difficoltà avute per gli allenamenti.

PRECAUZIONI – Diego Godin parla della sua esperienza durante l’epidemia di coronavirus che ha colpito l’Italia«Noi ci allenavamo ma subito dopo tornavamo a casa. Abbiamo preso tutte le misure per stare tranquilli, ma c’era un certo nervosismo. Io per esempio non potevo salutare nessuno: non ho stretto la mano, non ho salutato nemmeno i fisioterapisti. Ci siamo lavati le mani in ogni momento, senza toccarci il naso o la bocca. Però ogni giorno non potevamo sapere cosa succedeva a tutte le persone che incontravamo al centro d’allenamento: era una situazione di grande rischio. Negli spogliatoi ci sono delle abitudini, per esempio salutare i fisioterapisti e i magazzinieri. Questa per me è una questione di rispetto, però in quei giorni è diventato difficile. Non poter toccare nessuno è stato un tema piuttosto complicato».

ALLENAMENTI – Godin racconta degli allenamenti fatti in solitaria: «In campo ho sempre dato tutto, come sempre. Abbiamo abbassato un po’ il margine di rischio, però è impossibile evitare i contatti con compagni o avversari. Allenarmi da solo? È stato difficile. L’allenatore chiede di fare lavoro aerobico e di forza, uno deve allenarsi nel proprio appartamento. A Madrid eravamo in una casa, a Milano un appartamento più piccolo. Dalla palestra del club ci hanno dato una cyclette e una fitball per fare un po’ più di lavori nei pochi metri che ho a disposizione. Gli allenamenti che dobbiamo fare necessitano un campo da calcio, per esempio il preparatore atletico ci diceva di fare cento metri a intermittenza ma in casa non abbiamo lo spazio. Non è facile allenarsi in poco spazio, peraltro senza un preparatore: stiamo facendo il possibile». 

RITORNO – Godin, infine, parla del possibile ritorno in campo: «Non si sa quando si potrà tornare a giocare, e se. Sicuramente riprenderemo ad allenarci in qualche momento, però giocare è difficile. Non so quando sarà possibile tornare ad avere cinquantamila o sessantamila persone in uno stadio, è una cosa complicata. Siamo un mese senza toccare un pallone o stare in un campo da calcio, per riprendere bisogna aspettare penso giugno o luglio. Se ci diranno di rigiocare toccherà farlo ogni tre giorni, per questo servirà per esempio una preparazione di venti giorni per essere pronti»

Fonte: ESPN.com


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