Gentile: “Dzeko totale, non guardare soltanto le cifre. Conte e l’Inter…”

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26 giugno 2019, 16:35
Riccardo Gentile

Riccardo Gentile ha parlato di Edin Dzeko in un lungo intervento nell’ultima edizione di Sky Sport 24. Il giornalista ritiene che l’attaccante bosniaco, ormai in uscita dalla Roma, sia l’uomo ideale per la nuova Inter di Antonio Conte.

PERFETTORiccardo Gentile promuove l’arrivo di Edin Dzeko all’Inter: «Può dare tanto nonostante i trentatré anni, perché è un giocatore tecnicamente superiore alla media. È un attaccante che ha i piedi da trequartista e l’ha dimostrato in più occasioni nella sua carriera, a parte i gol che in alcune stagioni sono stati tantissimi e in altri pochi rispetto alle attese. Nella Roma possiamo contare due stagioni straordinarie e altre in tono minore, ma non bisogna guardare soltanto le cifre perché è un giocatore totale, in grado di far girare la squadra: nel calcio di Antonio Conte può essere un trequartista aggiunto, che non c’è nel 3-5-2 di base. Lui è molto bravo ad arretrare, andare all’altezza del centrocampo e far girare il pallone, oltre che essere molto bravo davanti alla porta».

IN TANDEM – Gentile spiega come potrebbe formarsi il nuovo attacco dell’Inter: «Conte da quando allena ha quasi sempre optato per le due punte che giocano vicine, meglio se fisicamente molto possenti e che riescono a intendersi e completarsi nel migliore dei modi, riuscendo in qualche modo a convivere nel migliore dei modi, senza gelosie e invidia ma per il bene della squadra. Uno come Dzeko consentirebbe, se dovesse essere Romelu Lukaku il partner, di essere il giocatore con più qualità e più esperienza, con i tempi giusti Lukaku è più il guastatore. I sette anni in meno secondo me porterebbero Lukaku a faticare in modo diverso rispetto a uno come Dzeko, che riesce più a far correre il pallone. Da ricordare che l’Inter sicuramente giocherà con un 3-5-2 con i laterali del centrocampo a cinque che andranno a partecipare molto a questa manovra, anche qui Dzeko può essere importante perché il suo ruolo di attaccante e assistman potrebbe coinvolgere non solo il suo partner d’attacco, quello più vicino, ma anche gli esterni. Chi ricorda le squadre di Conte sa che quando ti attaccano ti aggredisono e ti avvolgono, non soltanto coi due attaccanti ma con un gioco d’insieme e con i due esterni molto alti».

PARAGONE DOPPIO – Gentile trova un precedente che potrebbe promuovere la coppia Dzeko-Lukaku per l’Inter: «Questo è l’obiettivo di Conte, il desiderio. Tecnicamente c’è anche Mauro Icardi però sappiamo quello che Conte pensa e che ha detto alla società: vorrebbe non lavorare con Icardi, non per qualcosa di personale visto che non lo conosce ma perché sa perfettamente che il rapporto con Icardi non è probabilmente quello perfetto per cominciare una nuova avventura. Lui vuole far bene e non vuole un qualcosa che potrebbe infastidirlo, non personalmente ma nel gruppo. Il suo desiderio è avere una coppia Dzeko-Lukaku, poi è chiaro che questo dovrà concretizzarsi: se così dovesse essere sarebbe una delle coppie più forti per Conte allenatore, perché dobbiamo ricordare quello che riuscì a fare con la Juventus nel primo anno con Alessandro Matri e Mirko Vucinic, con Fabio Quagliarella alternativa. Sarebbe un bel partire per l’Inter con quei due, ed è una coppia che un po’ mi ricorda esattamente dieci anni fa, quando Dzeko giocava in coppia con Grafite (al Wolfsburg, ndr), un brasiliano anche lui forte fisicamente. In quel momento era Dzeko il più grande, passavano sette anni come gli stessi che ora passano con Lukaku: se dovesse concretizzarsi l’acquisto e formarsi la coppia sarebbe Dzeko il fratello maggiore. Nonostante le caratteristiche dei due attaccanti fossero per certi versi simili, quei due dimostrarono in quell’anno incredibile al Wolfsburg, quando vinsero il campionato, di saper convivere e coesistere alla grande: segnarono cinquantaquattro gol in due. Dzeko è uno che sa allontanarsi dal centro dell’area di rigore, proprio per sfruttare quelle qualità tecniche che lo portano a essere un attaccante molto particolare, ed è per questo che Conte anche due stagioni fa l’aveva praticamente portato al Chelsea».

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