Gasperini: “Atalanta? Pronti a giocare domani. Roma? No, guardo l’Inter”

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31 Maggio 2020, 08:59
Gian Piero Gasperini
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Seconda parte della lunga intervista a Gian Piero Gasperini, sull’edizione odierna della “Gazzetta dello Sport”. Nel primo spezzone (che potete trovare QUI), il tecnico ha parlato della sua esperienza con il coronavirus e della voglia di ripartire della città di Bergamo. Qui, invece, ci sono tutte le ambizioni di Gasperini per la Serie A e la Champions League

OLTRE L’OSTACOLO – L’Atalanta è pronta a ripartire. Nonostante tutto, nonostante Gian Piero Gasperini abbia contratto il virus e la città di Bergamo sia stata martoriata, la Dea non ha perso il suo proverbiale entusiasmo: «I miei calciatori sono affamati. A casa hanno lavorato tanto e bene. Avevano voglia di pallone. La tecnica si recupera in fretta. Giocare a calcio è come andare in bici, non te lo scordi. Stavano meglio di gambe che di tronco: addominali, dorsali, glutei. Il tronco è importante anche per evitare infortuni. È il manico della frusta, le gambe non bastano. Abbiamo fatto tanto rafforzamento. A Zingonia abbiamo lavorato bene. Siamo pronti, potremmo giocare anche domani. Ma l’aspetto più positivo è lo spirito: non hanno mai staccato. Anche nel momento più cupo hanno pensato solo a riprendere, ad andare avanti. Come quando pressiamo senza palla».

POLEMICHE – L’Atalanta avrebbe avuto tutto l’interesse nel chiudere il campionato a tavolino, ma Gasperini non vuole saperne: «Infatti. Avevamo tutto l’interesse a giocarci solo la Champions League. Ma dai ragazzi alla proprietà ho sentito solo voglia di giocare. Sono orgoglioso di questa Atalanta. In troppi hanno remato contro il calcio, dimenticando il suo valore economico e sociale. Molti hanno frenato dall’interno, per interessi propri: il peggio. Non volevano giocare per cancellare una stagione negativa. Troppo livore dagli altri sport. Il calcio è bello e piace. Colpa sua? Esiste una legge di domanda e offerta. Ci sono discipline belle da praticare e meno da osservare. Io seguo nuoto, tennis e altri sport solo per eventi importanti,  alcuni ogni quattro anni. Il calcio è l’unico che ti dà un coinvolgimento così forte, un orgoglio di appartenenza quotidiano. È un altro mondo».

SENZA PUBBLICO – La ripresa a porte chiuse, per l’Atalanta e la forte passione della sua gente, sarà un colpo d’occhio particolare, secondo Gasperini: «Neanche a me piace il calcio senza tifosi, ma è l’unico modo per ripartire. Durante la prima giornata di Bundesliga facevo zapping, non riuscivo a seguire. Borussia-Bayern Monaco invece è stata una bella partita. Ho visto molti errori tecnici anche da giocatori importanti: in uno stadio vuoto è più difficile restare concentrati. E invece in un contesto di fatica la precisione tecnica sarà fondamentale. Servirà più attenzione».

PROPOSTA BOCCIATA – Gasperini si sofferma anche sulla novità delle 5 sostituzioni, potenzialmente utile con un calendario così fitto: «Pessima. Snatura la partita, diventiamo basket. Nell’ultima fase della partita possono esserci in campo dieci giocatori nuovi. Come permettere di cambiare motore a metà gran premio. Ci rimette lo spettacolo. Nel finale le squadre si allungano, si scoprono. Viene disinnescato il merito delle squadre meglio preparate che vincono alla distanza. Chi è il genio che sostiene che così si evitano infortuni? Su che basi? Ci si infortuna anche nel primo tempo. Meglio cambiare giocatori da una gara all’altra. Meglio ancora se si fosse applicata l’idea di Galliani: partite diluite e campionato finito dopo l’estate. I tempi c’erano».

AMBIZIONI – L’Atalanta è prima per punti ottenuti in trasferta, ma con questo nuovo campionato il fattore campo salterà inevitabilmente: «Perdiamo anche il vantaggio di ospitare Lazio, Napoli e Inter. È vero che in casa abbiamo perso qualche punto, ma gli scontri diretti di fine stagione sono un’altra cosa. Avremmo avuto una spinta potente dal nostro pubblico che è unico. L’ho detto: ci siamo fermati nel nostro momento migliore, al culmine dell’entusiasmo. In campionato abbiamo tutto da perdere, ma andiamo avanti. Classifica? Io non guardo la Roma, ma l’Inter che sta davanti. Se vinciamo il recupero avremo la stessa distanza da chi ci precede e da chi ci sta davanti. E io guardo avanti».

Fonte: La Gazzetta dello Sport


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