Garlando: “Inter, Nainggolan così non ha senso! Spalletti punti su Lautaro”

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30 novembre 2018, 13:44
Luigi Garlando

Il giornalista Luigi Garlando, nel suo editoriale per il quotidiano “La Gazzetta dello Sport”, commenta la sconfitta dell’Inter a Wembley contro il Tottenham con Radja Nainggolan nel mirino ed esortando Luciano Spalletti a lanciare definitivamente Lautaro Martinez

TRA IL NINJA E IL TORO – Questo il pensiero di Luigi Garlando nell’edizione odierna della Rosea: “Radja Nainggolan senza fisicità è come il tiramisù senza mascarpone: che senso ha? Non è Borja Valero che può viaggiare a marce ridotte grazie alle idee e al tocco. Meglio richiamarlo ai box, guarirlo del tutto, riempirlo di energia e intanto lasciare finalmente a Lautaro Martinez l’opportunità di giocare con continuità alcune partite, per dimostrare il suo talento ed entrare più profondamente nell’organismo nerazzurro. Il padre del Toro, dopo l’ennesima bocciatura del figlio, a Londra, ha sbuffato rabbia dalle narici e caricato Luciano Spalletti sui social (notizia smentita dal diretto interessato, ndr). Luciano non ha mai avuto il pollice verde di un Gian Piero Gasperini per i giovani. Ma su Lautaro deve scommettere, anche perché, se vanno ammortizzati i 38 milioni del Ninja, il Toro comunque ne è costati 25. Mica noccioline. Ma soprattutto perché può essere utilissimo in questo momento delicato di primi verdetti importanti. Può dare la scossa buona. Può trascinare con l’entusiasmo giovanile e l’impeto fisico di un ragazzo che sogna; può distrarre le difese, può regalare spazi e palloni all’amico Mauro Icardi, visto anche che il letargo creativo di Ivan Perisic prosegue profondo. I moduli buoni si trovano: in tandem con Mauro in un solido 4-4-2 o in più ardito 4-3-1-2, con Matias Vecino e Roberto Gagliardini ai lati di Marcelo Brozovic e Joao Mario trequartista; a sostegno di Icardi, al centro di un tridente (4-2-3-1). Tutto ciò non significa bocciare definitivamente Nainggolan, ma soltanto permettergli di tornare il vero Ninja, in grado di pressare anche il portiere e di spaccare chiunque con ripartenze furiose. A quel punto potrà rientrare in squadra e non è detto che debba uscire Lautaro. Perché poi il vero compito di un bravo allenatore è quello di far giocare insieme i migliori, come dimostra Massimiliano Allegri. Si può trovare equilibrio anche con più di una punta. C’è chi ci riuscì convincendo Samuel Eto’o a fare il terzino. Spesso la parola «equilibrio» è la foglia di fico che copre mancanza di coraggio o di idee. A Wembley ce n’era troppo. A volte, per trovare l’equilibrio giusto bisogna far saltare quello vecchio”.

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