Galli (pres. AIACS): “Taglio stipendi? Modello Juventus non per tutti”

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31 Marzo 2020, 10:32
Giuseppe Galli
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Beppe Galli, presidente AIACS (Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società), nel corso di un’intervista rilasciata al “Corriere dello Sport” parla del “modello Juventus”  in merito alla situazione stipendi ma ribadisce che non può essere rivolto a tutti.

“MODELLO JUVENTUS”Beppe Galli, presidente AIACS, nel corso di un’intervista al Corriere dello Sport parla del “Modello Juventus” in riferimento al taglio stipendi: «Credo possa essere preso come esempio su come gestire questo delicato momento. La coesione tra calciatori in primis e poi la condivisione con la società sono fondamentali, ma bisogna dire che ci sono dei tecnicismi da approfondire, per questo il “modello Juventus” non si può applicare incondizionatamente. Si pensi, ad esempio ai calciatori in scadenza di contratto o ai numerosi giocatori in prestito. E comunque può essere riferito solo ai club di Serie A, perché le categorie inferiori devono essere necessariamente trattate in maniera differente».

GLI AGENTI – Beppe Galli parla del ruolo degli Agenti in questo momento delicato: «Siamo consapevoli che la nostra figura professionale, soprattutto in questo momento, possa essere punto cardine per trovare le migliori soluzioni, sollecitiamo una pronta risposta ed un coinvolgimento da parte delle autorità competenti».

SPORT IMPORTANTE – Galli “risponde” in parte alle parole del Ministro Spadafora: «Auspichiamo di tornare alla normalità il prima possibile cercando tutte le soluzioni per ripartire al più presto, mettendo ovviamente al primo posto la sicurezza di tutti i protagonisti del nostro mondo. Al Ministro Spadafora quando dice “Non esiste solo il calcio” ricordiamo che, pur rispettando tutte le altre discipline, il calcio è fondamentale per mantenere in vita il sistema sport–CONI, essendo, dati alla mano, una tra le prime aziende del Paese come giro d’affari. Sicuramente a governare un’industria così importante da un punto di vista dei numeri, ci vorrebbe un manager capace e superpartes (autonomo quindi rispetto ai club). Si è generata molta confusione dovuta alla macchinosità del sistema-calcio, per questo ben venga una figura adeguata».

CALCIATORI E NON SOLO – Galli conclude parlando del momento difficile anche per i calciatori e le società: «Tra i nostri associati vi sono degli assistiti che sono stati colpiti da questa tragedia. I calciatori sono uomini e sono molto scossi da questa situazione. Molti di loro, famosi ed anche meno noti, si sono prodigati con gesti di solidarietà e donazioni. Sono perfettamente consci che oggi ci si deve sacrificare per aiutare il sistema. I calciatori hanno da sempre dimostrato attenzione ai problemi del Paese ed al momento giusto, insieme alle altre componenti del sistema calcio, sapranno fare la loro parte. Mi lasci dire che a nome dell’AIACS-Assoagenti vogliamo ringraziare quanti sono incessantemente in prima linea a combattere per difendere le nostre vite e stanno rischiando la propria incolumità personale garantendo gli approvvigionamenti necessari ai bisogni quotidiani di tutte le famiglie. Anche di questo i calciatori ne sono molto consapevoli».


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