FIGC lasciata sola: non c’è traccia di provvedimenti veri per il pallone – CdS

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10 Aprile 2020, 08:51
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Secondo il “Corriere dello Sport”, i provvedimenti economici dell’ultimo decreto non aiutano a coprire l’emorragia del mondo del calcio. La FIGC aveva chiesto di prendere in considerazione due aspetti: partnership col mondo del betting e creazione di un fondo apposito. Ma per adesso non c’è traccia di aperture in tal senso

CARENZE – Il decreto legge dell’8 aprile, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, non è stato salutato con gioia dai club. Qualche piccolo vantaggio per combattere la carenza di liquidità c’è: soprattutto le società dilettantistiche (100 milioni da dare in prestito a tasso zero da parte del Credito Sportivo). Mentre gli altri potranno contare su finanziamenti garantiti dallo Stato e sulla facoltà di ricapitalizzare entro dicembre le perdite che hanno intaccato il capitale sociale oltre una certa percentuale. Ma per risolvere i problemi di molte squadreserve altro.

ABBANDONATI – Ieri, sul tavolo della FIGC si è parlato dei criteri per l’iscrizione ai campionati, cercando la giusta formula per tutelare gli stipendi futuri dei tesserati e per non affliggere i proprietari con fideiussioni troppo onerose da presentare in garanzia in estate. Il presidente Gabriele Gravina sta lavorando con attenzione per cercare di alleviare il dolore delle squadre minori. Ma in realtà, di provvedimenti specifici per il pallone per il momento non se ne vede nenche l’ombra. Prevedibile, vista la catastrofica situazione del paese, ma anche il sistema calcio sta affrontando un momento assai complicato.

EMORRAGIA – La FIGC, nel documento presentato al CONI e poi inviato al ministro Vincenzo Spadafora, stima una perdita tra i 293 milioni e i 504 milioni. Tutto dipenderà dal modo, e dall’eventualità, in cui la stagione dovesse portarsi a termine. Ovviamente, ipotizzando anche l’arrivo, a maggio, dell’ultima rata dei diritti televisivi e senza prendere in considerazione i danni relativi ai mancati riscatti di calciatori all’estero. Per questo motivo, secondo la FIGC è necessario intervenire in tempi brevi.

DUE PUNTI – Il provvedimento che darebbe rapidi benefici è la sospensione del divieto di pubblicità per giochi e scommesse. Il famoso articolo 9 del Decreto “Dignità”. Poter contare su nuove partnership col mondo del betting darebbe una grande mano in termini di liquidità. La politica, al momento, non è sulla stessa lunghezza d’onda, anche se i presidenti sperano in un cambio di vedute nel breve. E poi ci sarebbe la creazione di un “fondo salva calcio”, dove dovrebbe confluire l’1% della quota totale del mondo delle scommesse relativa a eventi sul mondo del pallone. Quesi soldi finanzierebbero la creazione di nuovi impianti e oggi, in Lega, è previsto un tavolo di lavoro apposito.

VETO E TASSE – Ma anche in questo caso il governo è orientato verso il no. C’è infine attesa per la cassa integrazione in deroga per i redditi fino a 50.000 lordi (in B e in C soprattutto) e per la proroga del termine dei versamenti, delle ritenute e contributi sospesi a marzo.

Fonte: Corriere dello Sport – Andrea Ramazzotti


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