Ferrero: “Serie A, ognuno dice la sua. Ripresa? Pensate ai giocatori!” – Secolo XIX

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2 Aprile 2020, 13:10
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Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria – tra le più colpite dal Coronavirus (Covid-19) -, nel corso di una lunga intervista al “Secolo XIX”, ha parlato della possibile ripresa del campionato di Serie A 2019-2020, facendo riferimento ai giocatori colpiti dal virus.

IL CALCIOMassimo Ferrero, tra i tempi trattati nel corso della lunga intervista al Secolo XIX, parla dell’emergenza Coronavirus nel calcio, parlando della possibile ripresa del campionato e facendo riferimento inevitabilmente alla sua squadra, in particolare ai giocatori colpiti dal virus come Manolo Gabbiadini e non solo: «Questo dramma deve dare il via alla ricostruzione. Le 20 squadre di Serie A sono un po’ come la Confindustria del pallone, anziché continuare a passare ogni giorno ore in call conference senza cavare un ragno dal buco perché non troviamo una strategia comune? E mi spingo oltre, una strategia mondiale. Invece ognuno dice la sua: io voglio giocare per lo scudetto, io per non andare in B. Giocare… capite? Giocare. Immaginatevi Gabbiadini, avuto il Coronavirus, si è ripreso da poco e devo dirgli magari che a maggio si torna in campo. Non è una macchina, che è spenta e la riaccendi. E che testa avrà per giocare? E poi chi ci andrà allo stadio? La gente? E come, con le mascherine? Basta parlarsi addosso. Affrontiamo questo momento con testa e dignità. Ripresa? Perché non voglio che la Serie A riparta? Non perché ho paura di retrocedere, come ho sentito dire. Ma perché ritengo che non ci siano le condizioni idonee per ricominciare a giocare. È un fatto fisico, tecnico, ma soprattutto mentale. Ekdal è stato male ed era senza famiglia a Genova, che testa avrà per ripensare al campionato adesso. Bonazzoli, per il virus, ha perso il nonno a cui era legatissimo. Io voglio ripartire, ma pensiamo come, dove e unifichiamoci. Partiamo in Italia e invece la Spagna e l’Inghilterra non lo fanno. Che senso ha? Qualsiasi programma fai oggi è privo di basi, a meno che Dio non ci illumini facendoci scoprire subito il vaccino. Ma non si può ripartire “pronti via”, come certi presidenti vorrebbero. Prima era il 6 aprile, poi il 3 maggio, poi a giugno. Tre partite a settimana, se no non ce la fai a chiudere entro luglio. E poi subito in ritiro per ricominciare e finire a maggio prima dell’Europeo. Vorrei sapere quante squadre sono in grado di reggere un ritmo così frenetico. Come struttura e mentalità. La Sampdoria non hai una rosa di 50 calciatori. Ma nemmeno la Juve ce la farebbe».

STIPENDI – Massimo Ferrero affronta anche il tema taglio stipendi: «Si parla tantissimo dei tagli agli stipendi dei giocatori. Ma loro i soldi se li levano da soli, perché sono uomini, persone serie. Partendo da questo presupposto, ogni club poi si sistemerà le proprie situazioni. Quanto ai diritti televisivi, vi dovremo vedere e capire. Va fatto un accordo, ma anche in questo caso a livello mondiale. Fifa, Uefa, Eca, ci spieghino come fare. Anche Sky senza calcio avrebbe dei problemi. Il mancato pagamento dei diritti coinvolge tutte le squadre, la Samp che ha un monte ingaggi di 44 milioni come l’Inter che lo ha di 135. Sicuramente c’è una grande perdita di denaro, diritti, sponsor, biglietteria. Faccio un esempio, se non giocheremo più ci sarà da rimborsare gli abbonati ma già sappiamo che ci sono dei problemi fiscali. Oltre alle donazioni già fatte per il San Martino, come Sampdoria abbiamo stanziato un fondo per iniziative in aiuto delle persone in difficoltà a Genova, ma è una difficoltà burocratica veicolarli».

Fonte: Il Secolo XIX.


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