Ferrero: “Come posso chiedere a chi è stato male di riprendere a giocare?”

Articolo di
3 Aprile 2020, 09:47
Condividi questo articolo

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, è tra quelli che si dicono assolutamente contrari riguardo una possibile ripresa del campionato. Come dargli torto? Ricordiamo che la Sampdoria è stata a suo malgrado una delle squadre più colpite in Europa dall’emergenza Coronavirus (Covid-19). Riprendendo quanto detto ieri (vedi articolo), Ferrero nel corso di un’intervista alla “Gazzetta dello Sport” ribadisce il suo concetto.

“RIPRESA? NO GRAZIE”Massimo Ferrero dice no alla ripresa del campionato tenendo in considerazione soprattutto i casi di Coronavirus in Serie A e tra i tesserati della Sampdoria: «Non sono per il non riprendere il campionato a prescindere, semplicemente il calcio è una parte del Paese e il Paese oggi non sa dirci quello che potrà essere domani. Possiamo fare ipotesi, nessuno ha certezze. l 3 aprile (oggi) saremmo dovuti tornare ad allenarci secondo il piano precedente. E pensavamo di giocare dal 4 maggio. Oggi siamo agli allenamenti fissati, forse, per subito dopo il 13 aprile. E domani? Domani che succederà? Nessuno lo sa. Abbiamo avuto diversi casi di coronavirus. Ora dovrò andare a dirgli che potrebbero doversi allenare, magari giocare tre partite a settimana? A chi lo chiedo, a chi è stato male? A chi conoscerà famiglie a cui è andata peggio? Il calcio è anche o forse soprattutto una questione mentale. Ho parlato con Percassi. Ripeto a maggior ragione: andiamo da lui a chiedere di giocare a calcio mentre Bergamo conta centinaia di morti? Finiamo qui, troviamo accordi con tv e giocatori che sono persone serie. E poi pensiamo a delle riforme per il movimento del calcio e non solo».

IL CONSIGLIO – Massimo Ferrero consiglia: «Vivere alla giornata, cercare di capire, stare tutti un po’ più zitti. Se ripartiamo e il virus torna che succede? Torniamo quando saremo sicuri, quando ci sarà un vaccino. Oppure qualcuno mi dica già da oggi che succederà in quel caso. Ma è impossibile, siamo condizionati da troppi se. C’è un’Italia che deve ripartire, gente che perderà il lavoro… E noi vogliamo davvero metterci a parlare di milioni di euro, di calciatori e campionati? Mi sembra molto poco elegante. Servono almeno quattro settimane di preparazione. Ipotizziamo che si torni a giocare tra maggio e giugno, per poter chiudere i campionati massimo entro il 3 agosto, come avrebbe specificato la Uefa. Poi si riparte a ottobre, e finiremmo chissà quando. Così invece che al 2021 l’Europeo va rinviato al 2023».


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE