Familari: “Serie A, ecco i passaggi sugli allenamenti. Tempi e infortuni…”

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16 Aprile 2020, 09:32
Mario Familari Inter
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Mario Familari è stato dal 2014 al 2019 preparatore atletico delle giovanili dell’Inter, e con Stefano Vecchi ha condiviso l’esperienza in prima squadra nel 2016-2017. Parlando al podcast ­“I Titolari”, curato dal giornalista Alberto Santi e da Leopoldo Carugati, si è espresso nel dettaglio sulla ripresa degli allenamenti in Serie A.

IL RITORNO IN CAMPO – Mario Familari, preparatore atletico professionista, dopo l’esperienza all’Inter (e, fra le altre, le nazionali femminili di CanadaItalia) è ora responsabile di Area Special Training. In vista della possibile ripresa della Serie A ha spiegato come si può tornare in campo: «Che tipo di lavoro alla ripresa degli allenamenti? Principalmente aerobico, perché i giocatori adesso stanno facendo lavori di forza. Nelle tre ipotetiche settimane che ci possono essere prima della prima partita ufficiale ci sono dei passaggi. Il primo è un ritorno al campo, un riabituarsi all’ambiente e al terreno, perché adesso ci si sta allenando su tapis roulant o pavimenti duri. Ci si riabituerà agli spazi, perché in pochi hanno spazio per correre. La settimana centrale è quella del lavoro di squadra, si innalzerà l’intensità e la terza settimana quella in cui il lavoro viene smaltito per evitare di avere infortuni in partita».

I CARICHI – Familari dà delle tempistiche: «Ritrovare il ritmo partita? Più che il tempo, saranno le partite a fare la differenza. Quello che serve sono almeno tre partite giocate ad alto livello. Tre settimane possono bastare per un buon livello di condizione fisica ma, se dovessimo riprendere il 4 maggio, si ha tempo a sufficienza per prepararsi dal punto di vista fisico, anche alzando l’intensità. Farà la differenza l’allenamento in gruppo e le partite giocate. Rischi di infortuni per via della lunga sosta della Serie A? Potrebbero essere dettati dalla vicinanza delle partite. L’età e l’abitudine a giocare faranno la differenza, quindi chi gioca le coppe avrà qualche vantaggio. Chi è già abituato a giocare ogni tre giorni avrà degli standard già collaudati. Il lavoro di prevenzione e di scarico nei giorni successivi alle partite saranno fondamentali».

NUOVI STANDARD – In Bundesliga, per esempio, le squadre hanno ripreso con allenamenti in piccoli gruppi. Questo è un metodo che, dal 4 maggio, potrebbe essere messo in pratica pure dai club di Serie A. Familari dà un giudizio: «Per un preparatore, allenare a piccoli gruppi è meglio perché puoi dedicarti di più al singolo giocatore e adattare il gruppo in base alle caratteristiche fisiche. Per un giocatore, tornare ad allenarsi sarà un momento di felicità, perché torna sul campo, ma sarà necessario riavere il prima possibile al lavoro di squadra. Alcuni meccanismi necessitano di spazi e di giocatori. Senza contatto e senza situazioni tipiche di gioco è difficile ritornare a quella esigenza che sarà richiesta dal livello del campionato».

IL CAMBIO – La possibile ripresa della Serie A a fine maggio porterà ovvie ripercussioni sulla stagione 2020-2021. Familari chiarisce questo aspetto: «Quello che farà la differenza nella programmazione sarà il tempo trascorso tra l’ultima partita e il primo allenamento, e tra il primo allenamento e la prima partita ufficiale. Bisogna valutare i parametri fisici alla fine della stagione attuale. Molto dipenderà da quanto tempo si giocherà dopo la sosta. Se si dovesse ripartire a metà giugno e si gioca per due mesi, tre settimane di pausa potrebbero essere sufficienti, rispetto alle classiche cinque prima di ripartire di nuovo. Ovviamente, andrà tenuto in considerazione il caldo: di solito non si gioca d’estate».

L’intervista integrale al professor Mario Familari è disponibile nella nuova puntata del podcast “I Titolari”, che si può ascoltare qui.


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