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Facchetti: «Inter, includere tifosi per calcio sostenibile o perdere passione»

Gianfelice Facchetti ha parlato nel corso seminario di presentazione del progetto “Se non ora quando?” in onda sul sito di Interspac.

INTERVENTO – Queste le parole di Gianfelice Facchetti durante il seminario di presentazione del progetto “Se non ora quando?” in onda sul sito di Interspac fa vedere delle immagini. «Questa immagine era apparsa in un’inchiesta del Corriere della Sera che documentava lo sviluppo molto accelerato del calcio in Cina con le scuole calcio anche. Questa non è una scuola calcio qualsiasi, è la mensa di una delle scuole calcio più importanti della Cina. Non è una foto qualsiasi perché quel tiro finisce in gol. Non è una partita qualsiasi perché è una semifinale di Coppa dei Campioni del 1965. E quella foto, quel ritratto è stampato sulla mensa della scuola calcio di Evergrande, che sappiamo in questi giorni quante cose rappresenta. Avete letto ieri di Cannavaro ha risolto il suo contratto. È in qualche modo credo emblematica del presente di dove siamo noi, di dove siamo oggi e di dove è anche l’Inter per certi versi».

TIFOSI – Facchetti ha proseguito. «Se passiamo alla seconda immagine vediamo qual è in realtà il fotogramma originale, da dove è partito tutto. Questo Inter-Liverpool 1965, questa è la rete che conclude la rimonta per 3-0 dopo la sconfitta all’andata per 3-1. Ed è sicuramente il coronamento, quel tiro che finisce in porta di un’azione di squadra. E chi ha vissuto e ha raccontato quella partita, se uno va a leggere le cronache di quella partita, io non c’ero perché son nato nel ’74, racconta che, oltre a quell’impresa fatta in campo ci fu un’alchimia sugli spalti, una partecipazione così forte dei tifosi sugli spalti dei tifosi dell’Inter che raramente è stata sentita».

DESIDERIO – Ancora Facchetti. «Ecco credo che Interspac oggi, questo desiderio, questo sogno che stiamo provando a coltivare tutti insieme debba stare dentro questa immagine. Cioè un’alleanza, un’unione tra quello che succede in campo e quello che succede fuori. Questa alleanza che si è un po’ smarrita tra i protagonisti, i campioni, e i tifosi che abbiamo in qualche modo lasciato. Ci siamo trovati relegati un po’ a rango di consumatori, di clienti. O noi li includiamo tutti e troviamo inclusi di nuovo nel costruire l’idea di un calcio sostenibile, come lo vogliamo noi, o altrimenti siamo destinati a perdere per sempre una passione che ci accompagna sin dall’infanzia».

Fonte: Interspac.eu

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