Esposito, parla il padre: “Pensa solo all’Inter! Niente derby. Spalletti e PSG…”

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15 marzo 2019, 23:18
Sebastiano Esposito Inter-Eintracht Francoforte

Agostino Esposito – padre di Sebastiano -, intervistato dal sito “Area Napoli”, racconta le emozioni per il debutto del figlio in Europa League con la maglia dell’Inter e spiega cosa gli prospetta il futuro, allontanando le voci di mercato, ma anche la Prima Squadra

LACRIME DI GIOIA – Male la prima per il risultato dell’Inter, ma Agostino Esposito non può che esser orgoglioso del debutto di Sebastiano in Europa League: «Non vi nascondo che ho deciso di restare a casa insieme alla mamma, al fratello e alla sorellina. Abbiamo preferito non andare a San Siro, anche per lasciarlo tranquillo. Sono del parere che i figli debbano essere “orfani”, liberi, senza porsi la preoccupazione dei genitori. Certo è difficile, fai di tutto per non andare a seguirli, anche se qualche volta il richiamo delle emozioni è troppo forte. Abbiamo visto la partita alla televisione. Quando Sebastiano è entrato in campo, ci siamo commossi tutti. Abbiamo detto poche parole, siamo subito scoppiati in lacrime ed abbiamo urlato: “Dai, Seba!”. Per noi è stata una piccola, grande soddisfazione. I sacrifici che sta facendo devono essere un punto di partenza e non di arrivo. Deve continuare a fare bene».

RITORNO NELLE GIOVANILI – Dopo il debutto del figlio classe 2002, Agostino spiega che non c’è fretta: «Sebastiano non disputerà il derby contro il Milan: è già partito, adesso è in Nazionale. Stamattina è andato a Padova, aveva il raduno lunedì, perché deve disputare la fase europea in Turchia con la Nazionale di categoria. L’importante è che faccia bene lì, perché ha ancora sedici anni. Quell’emozione provata ieri deve finire nel momento in cui l’arbitro fischia. Magari la notte gli saranno tremate le gambe e non avrà dormito, ma adesso deve guardare avanti, ai prossimi impegni personali. Il percorso è lungo, il calcio è fatto di ostacoli da saltare o evitare. Il rapporto con Luciano Spalletti? Si tratta di un ottimo allenatore, ma è una questione di cui non discuto con mio figlio. In una settimana riusciamo ad andare da lui un paio di volte, preferiamo che cresca anche come individuo e che si faccia le proprie idee. Gli lascio vivere le sue emozioni. Deve saper distinguere, deve imparare, crescere e apprendere come relazionarsi al meglio con i vari allenatori. Non è importante che ne parli con noi, ma che sia sempre pronto a mettersi a disposizione del mister».

PARAGONI E MERCATO – Così come non c’è fretta per il grande salto, Agostino frena anche le voci che si rincorrono fuori dal campo di gioco: «È presto per fare paragoni, il tempo ci darà ogni risposta. Sono due giocatori estremamente differenti tra loro, ognuno con le proprie caratteristiche: Nicolò Zaniolo è centrocampista, mio figlio Sebastiano un attaccante atipico e moderno. Entrambi col fiuto del gol, ma Sebastiano è destro e non mancino. Zaniolo oggi è una certezza, Sebastiano deve ancora imporsi. Ci facciamo scivolare tutto addosso, perché Sebastiano è un giocatore di proprietà dell’Inter. Non smentisco notizie e voci di mercato, non so dire se il Paris Saint-Germain abbia incontrato i dirigenti senza trovare un accordo. Quel posso affermare è che, a oggi, mio figlio pensa solo alla sua squadra attuale».

FAMIGLIA ESPOSITO – Papà Agostino vanta altri due figli scuola Inter: «Inizia tutto nove anni fa, grazie a Roberto Clerici. Voleva i tre fratelli, così mi propose di allenare a Brescia e portai su l’intera famiglia. A seguito degli eventi legati a Luigi Corioni, è poi arrivata l’offerta dell’Inter. Siamo fieri della scelta fatta, perché a Milano abbiamo trovato l’ambiente giusto e un percorso idoneo. Le nostre aspettative sono state pienamente soddisfatte. Certo, quanto raccolto è anche il frutto di tanto impegno in campo: ai miei ragazzi dico sempre che il sacrificio paga. Essere estirpati dalla propria terra da piccolini non è mai semplice. All’epoca Sebastiano aveva 8 anni, Francesco Pio 6 e Salvatore 13. Devo ammettere che qualche difficoltà c’è stata. Per noi meridionali non è semplice ambientarci subito al nord, ma ringraziamo il calcio e lo sport per averci fatto fare tanta strada. Abbiamo trovato persone gentili e disponibili, ci hanno accolto molto bene. Nei primi anni è stata dura, ma i miei figli ce l’hanno messa tutta e sono stati ripagati. Salvatore sta facendo bene a Ravenna, dov’è in prestito: il cartellino è di proprietà della SPAL. All’Inter ha vinto due scudetti, poi ha deciso di intraprendere una strada diversa. Stanno seguendo il loro percorso, sperando li porti più lontano possibile. Li sosteniamo e auspichiamo il meglio per entrambi».

Fonte: AreaNapoli.it – Gianluca Vitale

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