Eriksen e i tempi d’inserimento: Ajax e Tottenham insegnano – GdS

Articolo di
4 Giugno 2020, 09:31
Christian Eriksen Ludogorets-Inter
Condividi questo articolo

Il danese ha sempre avuto bisogno di qualche mese per integrarsi al meglio con il contesto-squadra. Date a Christian Eriksen il giusto periodo e cambierà tutti intorno a sé. L’Inter prenda appunti e non abbia fretta: le esperienze con Ajax e Tottenham fanno scuola

CLICHÉ – Ci mette un po’ Christian Eriksen, come un motore Diesel. Ha bisogno di tempo per sentirsi a suo agio e trovare il suo posto. Poi però conquista. E migliora l’ambiente che gli sta intorno. Gli inizi di Eriksen sono sempre stati così: una fase di assestamento, seguita dalla conquista del centro della scena. Col danese a pieno ritmo le sue squadre sono cresciute di livello, hanno migliorato i propri risultati. Ajax e Tottenham testimoni: campionati diversi e momenti altrettanto differenti della carriera del danese, ma anche di uno “schema” che sembra ripetersi.

GLI INIZI – Si parte dall’Olanda, dove Eriksen approda sedicenne: viene promosso in prima squadra con l’Ajax nel gennaio 2010. Il talento c’è e in quei primi sei mesi lo notano in tanti. Ma serve un periodo di fisiologico apprendistato. In campionato gioca solo 5 partite quasi complete (15 presenze totali), non segna mai (lo farà in Coppa d’Olanda), piazza soltanto un assist. Ha appena 18 anni ma questi primi sprazzi di talento bastano per scomodare paragoni illustri. Nella seconda stagione arriva la svolta: titolare praticamente sempre (specie da dicembre in poi) otto gol, in doppia cifra abbondante con gli assist. E l’Ajax, che non vinceva un titolo dal 2004, torna sul tetto dei Paesi Bassi: il club vincerà sempre, nei tre anni di Eriksen ad Amsterdam.

IN PREMIER – Poi il trasferimento a Londra, per 13 milioni di euro. André Villas Boas lo lancia da titolare ma, soprattutto in Premier League, fatica a ingranare. Eriksen finisce in panchina, si ferma per infortunio. La svolta inglese arriva dopo circa quattro mesi, quando la panchina è già passata a Tim Sherwood: prima di Natale segna su punizione al West Bromwich Albion e si sblocca. Dieci giorni dopo decide con gol e assist in casa del Manchester United. Da lì non si ferma più, i tifosi del Tottenham a fine stagione lo nominano giocatore dell’anno. Il palcoscenico è suo e il contesto Spurs eleva le proprie ambizioni: Tottenham sesto nel suo primo anno, poi quinto, terzo, secondo, ancora terzo e poi in finale di Champions League. Un’ascesa a cui è mancato soltanto un trofeo, ma che ha riportato il club fra i top europei.

OGGI – Per carattere, Eriksen non è il pistolero che entra nel saloon imponendo la legge del suo calcio estetico ed efficace. Ma dopo un po’ sono gli altri a chiedergli di appuntarsi la stella dello sceriffo, per il bene comune. Quattro-cinque mesi per prendere le misure, poi il suo talento messo a disposizione della squadra comincia a brillare sul serio. L’Inter ci metterebbe la firma e Antonio Conte sembra intenzionato a premiare la sua crescita (QUI i dettagli). È arrivato a fine gennaio, dovrebbe essere ora.

Fonte: La Gazzetta dello Sport


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato



tifointer






ALTRE NOTIZIE