Mondo Inter

Djorkaeff: “Inter, serve coraggio! Lautaro come Zamorano. Icardi-Wanda…”

Youri Djorkaeff ha rilasciato un’intervista ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”. L’ex attaccante dell’Inter e della Francia, parla della prossima sfida tra i nerazzurri e la Roma e della situazione generale della squadra allenata da Luciano Spalletti. Il francese dice la sua anche su Mauro Icardi e Wanda Nara, Radja Nainggolan e Lautaro Martinez. Di seguito le sue dichiarazioni

DIFFERENZE E QUALITÀ – «Cosa serve all’Inter per tornare in alto? Il coraggio, anzitutto: quello che ha avuto la Juventus anni fa nel ripartire. La differenza tra Serie A e Ligue 1? Una, fondamentale: da noi tutti i club investono per avere settori giovanili forti, in Italia non vedo ancora questa cultura così radicata. Da tifoso dell’Inter, non vedo l’ora di vedere due tre giovani del vivaio diventare giocatori importanti per la prima squadra».

SULLA DISTANZA TRA INTER E JUVENTUS – «Oggi in Italia è Juventus contro tutti. Non è lontana solo l’Inter, sono lontane tutte: questo è il vero problema. Però so e vedo che l’Inter sta cercando di ricreare un qualcosa di simile a quello che fu il regno di Mourinho. Quando Moratti ha venduto la maggioranza, un pezzo dell’Inter se ne andò: è cambiato quasi tutto, ci vuole tempo. 24 punti di distacco? Non l’avrei mai detto: l’Inter che avevo visto nel girone di Champions mi faceva pensare ad altro. Ricordo la sorpresa della sera di Inter-Psv, ma se si razionalizza è giusto dire che la faccia dell’Inter è ancora quella: non ha la continuità che serve. Anche se dietro i suoi sbalzi di rendimento c’è qualcosa che mi piace: qualità nella quantità. Penso che l’Inter riuscirà ad arrivare terza anche quest’anno: vedo una squadra pronta per lo sprint finale e la partita con la Roma può essere l’ultima spinta».

SU LAUTARO – «Lautaro come Zamorano? Sì, Bam Bam non era solo disposto a giocare per gli altri: ne aveva bisogno, come aveva bisogno di difendere, rincorrere gli avversari. Icardi ha bisogno soprattutto di fare gol, è più un centravanti che aspetta il gol. Può giocare anche da solo: Zamorano non ne era capace».

SU ICARDI-WANDA – «Un problema di comunicazione, anzitutto. E di alti e bassi nel rapporto fra giocatore e club: sa quanti ne ho visti fra Neymar e il Psg? Il problema è più complesso, non riguarda solo l’Inter ma il calcio com’è diventato oggi: i giocatori hanno più potere e meno senso di appartenenza. Anche per colpa dei club, però: io divido le responsabilità».

SU NAINGGOLAN – «Chi è il serpente di questa Inter? D’istinto verrebbe da dire Nainggolan, ma per certe cose lo trovo più simile a Winter che a me. No, un Djorkaeff in questa Inter non lo vedo, ma non è neanche così strano: è un calcio troppo diverso, più di vent’anni dopo. Però se qualcuno mi fa rivedere una rovesciata come la mia, sono solo contento…».

Fonte: Gazzetta.it – Andrea Elefante

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