Djorkaeff: “Conte all’Inter? Ai miei tempi non sarebbe successo! Giroud…”

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13 Gennaio 2020, 15:44
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Djorkaeff è ancora molto legato all’Inter, dove ha giocato dal 1996 al 1999. L’ex attaccante nerazzurro – ospite negli studi di “Sky Sport 24” – parla della lotta scudetto con la Juventus, dell’arrivo di Conte e dei rumors di mercato su Giroud. Di seguito le sue dichiarazioni

GOL STORICO Youri Djorkaeff è ancora molto legato all’Inter, con il quale ha condiviso un momento epico: «Quante volte penso alla rovesciata contro la Roma? Prima di svegliarmi e prima di andare a letto, così sogno bene. Sono a Milano da due ore e ho parlato più di mille volte della rovesciata e duemila volte del gol che ho fatto contro la Juventus».

DIFFERENZE – Djorkaeff passa poi all’attualità, che vede la Juventus Campione d’Inverno e l’Inter distante solo due punti: «La cosa visibile è che la Juventus è di un altro livello in Serie A. Oggi mi sembra che l’Inter, passo dopo passo, inizi ad avvicinarsi e spero che presto vincerà il campionato. Ai miei tempi c’era il Milan, la Juventus, la Roma, la Lazio, la Fiorentina, tutte squadre fortissime. La Serie A si decideva all’ultima giornata, non come adesso. Quello che manca in Italia affinché il campionato possa tornare ad alti livelli è che la lotta che fanno l’Inter e la Juventus si allarghi anche ad altre squadre».

SIMILITUDINI – Djorkaeff svela chi è il giocatore che più gli somiglia: «Mi sembra che prima di arrivare al Real Madrid, Eden Hazard fosse un po’ come me. Ora ha una pressione differente. A me non piace fare paragoni tra il calcio di oggi e di ieri, quando vedo i giocatori di oggi mi diverto. Mbappé, Neymar, Messi, Ronaldo sono giocatori nuovi ma fortissimi. Tempo fa la qualità c’era in tutte le squadre, non solo quelle forti come Juventus, Inter, Paris Saint-Germain, Chelsea. Anche le squadre di livello basso avevano grandi giocatori. Questo forse faceva la differenza».

ANIMA NERAZZURRA – Il discorso vira poi sull’arrivo di Antonio Conte all’Inter, che ha lasciato un po’ di stucco l’ex campione francese: «Dove mi avrebbe schierato Conte? Ai miei tempi Conte non sarebbe mai stato allenatore dell’Inter! (ride, ndr). Sono sincero, non mi aspettavo Conte all’Inter. Quando ha firmato mi ha fatto strano. Da interista uno legato alla Juventus che va all’Inter, mi lascia un po’ così. Sta facendo un gran lavoro, devo dire che è bravo. Spero continui così per portare l’Inter a un livello che negli ultimi anni è mancato».

VITTORIA A NAPOLI – Djorkaeff commenta il paragone con Paulo Dybala e la vittoria dell’Inter a Napoli: «Dybala come me? Io sono felice, Dybala mi piace molto. E’ molto più attaccante di me. Fa gol importanti e fa la differenza. Se sono più legato alla rovesciata fatta alla Roma o al gol fatto alla Juventus? A quello più importante (riferendosi al gol contro i bianconeri, ndr). Una cosa incredibile che ho visto è la vittoria dell’Inter a Napoli dopo ventitré anni, l’ultima volta ho segnato io il 2-1. Se ho fatto come Dybala dopo una sostituzione? Sì, l’ho fatto. Una volta, all’Inter. L’ho fatto perché così lasci la chance all’allenatore di capire».

RUMORS – L’Inter segue con interesse Olivier Giroud (vedi articolo), giocatore che Djorkaeff apprezza molto: «Giroud? Olivier è un giocatore che a me piace molto perché ho sempre sentito dire che non è bravo, che non segna, che non è un grande giocatore ma alla fine segna, gioca, lotta per la squadra. Da dieci anni è un attaccante di peso, che gioca sempre e fa la differenza, che è la cosa più importante per un attaccante».

CHANCE SCUDETTO – L’ex Inter chiude parlando delle chance scudetto nerazzurre: «Se la candidatura dell’Inter allo scudetto è credibile? Sì, è credibile perché c’è ancora tempo fino alla fine della stagione. Poi vediamo cosa porterà il mercato, però l’Inter lotta ed è forte. Poi se non è quest’anno, è così che si impara a diventare di nuovo campioni. La squadra e la società devono lottare e oggi lottiamo per essere ancora da scudetto. E’ difficile perché davanti ci sono squadre forti, però dobbiamo cominciare a fare questo passo che mancava».




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