Di Natale: “Inter ancora in lotta scudetto! Gagliardini e Spalletti…”

Articolo di
1 gennaio 2018, 18:35
Di Natale

Antonio Di Natale – ex attaccante dell’Udinese -, intervistato da Francesco Caruso per il sito di Gianluca Di Marzio, torna a parlare di calcio soffermandosi sulla situazione dei giovani italiani in ottica Nazionale e della lotta scudetto, in cui inserisce anche l’Inter

GIOVANI DI TALENTO – Ormai fa parte di un’altra era, ma Antonio Di Natale vuole dare fiducia alla prossima generazione: «E’ cambiata la mentalità, il modo di ragionare, la tecnologia… Quando ho iniziato io, vent’anni fa, le distrazioni erano poche, ti concentravi solo sul campo, e il calcio italiano aveva in ogni ruolo alcuni dei giocatori più forti del mondo. Dovremmo cercare di seguire la crescita dei nostri ragazzi fin dai primi anni, evitargli eccessivi contatti con i social e con tutto ciò che è esterno al mondo del pallone. Ce ne sono tanti bravi, di talento: Federico Chiesa, Bryan Cristante, Nicolò Barella, Domenico Berardi, Simone Verdi, Marco Verratti, Andrea Belotti, Mattia Caldara, Roberto Gagliardini, Lorenzo Pellegrini… A questo gruppo se ne stanno aggiungendo altri e penso che al prossimo Europeo avremo una squadra validissima».

SERIE A DI LIVELLO – «Poi il nostro rimane sempre il campionato più difficile del mondo. In testa Juventus e Napoli si giocano lo scudetto, anche se non escluderei del tutto Roma e Inter, nonostante i risultati di sabato. Nelle top leghe europee siamo gli unici a non avere una squadra in fuga. Questa è la risposta a chi diceva che la Serie A non è più un torneo di livello e che era “poco allenante”. I risultati in Europa rafforzano la mia tesi».

PASSATO NELL’UDINESE – «Penso al campionato 2004/05 dove arrivammo quarti con Luciano Spalletti e alle stagioni 2010/11 e 2011/12 con Francesco Guidolin in panchina: l’intesa con Alexis Sanchez era perfetta. Nel 2011, dopo un inizio difficile, avremmo battuto chiunque: vincemmo con l’Inter, la Juventus, la Lazio, il Napoli, 7 a 0 a Palermo. Io e Sanchez ci intendevamo con uno sguardo, non ci prendeva nessuno. Poi lui è passato al Barcellona e all’Arsenal, dimostrando di essere un grandissimo campione».







ALTRE NOTIZIE