Di Chiara: “Mancini-Sarri da non prendere troppo sul serio”

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21 gennaio 2016, 01:33
Alberto Di Chiara

Nel suo editoriale per il sito “TuttoMercatoWeb” l’ex calciatore Alberto Di Chiara ha definito la diatriba fra Roberto Mancini e Maurizio Sarri una discussione da non prendere troppo sul serio, come invece fatto nelle ultime ventiquattro ore.

FATTI – “Io credo che la diatriba non vada presa troppo sul serio: è dai tempi dei tempi che in campo tra giocatori, allenatori e addetti ai lavori, se ne dicono di tutti i colori. Tra i miei trascorsi agonistici e da dirigente sono stato otto anni con Luciano Gaucci, e lì in quanto a offese e polemiche ci sarebbe materiale per scriverci un libro. Ma tornando al caso Sarri-Mancini direi che alcune frasi dovrebbero essere contestualizzate e indagato il momento che le porta. Mi spiego: è sempre sbagliato offendere le persone, dei professionisti in special modo devono sapersi controllare. Facile a dirsi più che a farsi. Ditelo ai vari grandi allenatori di un tempo, Mazzone, Fascetti, il calcio di Baldini a Parma a Di Carlo. Solo per citare alcuni episodi incresconi. Sono atti sicuramente da non prendere come esempio, ma come dicevo devono essere contestualizzati. Non si possono strumentalizzare parole emerse in piena foga agonistica per buttare giù facili e ipocriti moralismi da quattro soldi”.

INSULTI – “Maurizio Sarri, in primis, è un toscano DOC e, come sappiamo, tutti i toscani hanno la parolaccia facile. Buco a Firenze lo si dice in ogni momento, anche agli amici più cari, è diventato quasi un vezzeggiativo. Si dice anche per salutare in maniera confidenziale: Sarri ha sbagliato a offendere Roberto Mancini, ripeto, ma credo sia meglio smorzare i toni. Accusare addirittura Sarri di omofobia mi pare esagerato. L’allenatore toscano ha chiesto scusa sia personalmente che pubblicamente, che deve fare di più? Stai a vedere che ora scenderanno in campo associazioni contro l’omofobia, moralisti di vario genere che appariranno in TV solo per farsi un po’ vedere visto che il calcio fa sempre notizia. Sono e siamo convinti tutti che qualsiasi forma discriminatoria e di razzismo sia da condannare e questo lo sa anche Sarri. Non si possono prendere ad esempio frasi dette a caldo in contesti come quelli di una partita di calcio. Perché se andiamo a cercare di interpretare tutto quello che si dice a caldo dopo una partita, si possono fare mille ipotesi anche fuori dalla realtà”.

REAZIONE – “Se per esempio andiamo ad analizzare quello che ha detto Mancini dopo il match in piena foga agonistica e con molto nervosismo: «Sarri è un razzista. Uomini come lui non possono stare nel mondo del calcio. Ha usato parole razziste, mi ha gridato frocio e finocchio, sono orgoglioso di esserlo se lui è un uomo, deve vergognarsi». Si potrebbe pensare ad una sorta di outing e visti i tempi non ci sarebbe niente di strano o di diverso da un eterosessuale. Come si parla, si sbaglia non c’è niente da fare. Prima di fare facili polemiche bisognerebbe avere il buon senso di capire il contesto in cui vengono dette certe cose prima di sbilanciarsi in facili moralismi. Già viviamo in un momento calcistico non esaltante, non peggioriamo la situazione”.

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