Di Caro:”L’Inter aveva bisogno di vincere, con tanti saluti a Icardi”

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18 marzo 2019, 13:20
Vecino Lautaro Martinez Milan-Inter

Andrea Di Caro nel suo editoriale sulla “Gazzetta dello Sport” si occupa del derby. L’Inter vince meritatamente e ne aveva proprio bisogno, scacciando anche il fantasma di Icardi.

LUCE IN FONDO AL TUNNEL – Con la testa e con il cuore. Con i colpi, con il gioco e con un salvataggio disperato al 95esimo. L’Inter vince meritatamente il secondo derby stagionale. In una sola partita, e che partita…, scavalca il Milan, torna terza, allunga sulle avversarie: temeva la crisi, è tornata a rivedere la luce. Potere di un derby bellissimo, in cui non è mancato niente. Il San Siro stracolmo che ha regalato al Milan il record di incasso (consolazione magra e ricca allo stesso tempo), meritava una notte di grande calcio. E l’ha avuta.

PERIODO DIFFICILE – Al netto di analisi tecnico tattiche, di prodezze o di errori individuali, il calcio alla fine è emozione e passione, gioia e disperazione, gol, brividi e paura. C’è stato tutto. Ha vinto la squadra che ne aveva più bisogno, perché l’Inter uscita giovedì dall’Europa League, sempre alle prese con il tormentone Icardi, ha preparato la partita con il rischio di arrivarci raggiunta da un’avversaria e avvicinata dalle altre e con l’incubo di una sconfitta dagli esiti disastrosi per il futuro. E invece il weekend le ha regalato prima i k.o. di Roma e Torino, poi lo stop dell’Atalanta, con la sola Lazio a stringere un po’ la forbice. Il resto lo ha fatto la squadra, con una prestazione coraggiosa, offensiva, piena di contenuti. La soddisfazione di Spalletti è ampiamente giustificata. Il mondo si è capovolto in 96 minuti e il tecnico, confermato in settimana dai dirigenti, può tirare un bel sospiro di sollievo. Non solo per i tre punti, ma per come sono arrivati. E il messaggio ai suoi giocatori a fine partita è stato emblematico: «Bravi, bravi, bravi a quelli che sono dentro lo spogliatoio».

DERBY CHAMPIONS – Con tanti saluti a Icardi. Se Maurito aveva deciso il derby di andata, questo visto da fuori potrebbe essere davvero il suo ultimo da interista. Alle sue spalle, senza fare paragoni che non servono, cresce Lautaro, anche oggi dentro la partita, che ha confermato qualità e freddezza nel momento del rigore. L’Inter è andata avanti due volte col doppio vantaggio (2-0 e 3- 1), ha avuto il demerito di farsi subito accorciare le distanze, ma ha saputo soffrire quando serviva. Se l’Inter si gode la serata ideale, il Milan non deve demoralizzarsi troppo, ma sicuramente analizzare bene una prestazione con tanti piccoli errori. Li ha evidenziati con la consueta freddezza e onestà Gattuso che oltre ad ammettere la superiorità complessiva degli avversari ha denunciato atteggiamento sbagliato, distanze non mantenute, chiusure non sempre all’altezza. Sintetizzando: quello che aveva permesso al Milan (insieme ai gol di Piatek) di mettere insieme la striscia di vittorie, ieri ha scricchiolato. Poteva arrivare il pari, sul salvataggio di Handanovic prima e D’ambrosio poi, nel convulso finale, ma non sarebbe stato meritato per quanto visto durante la gara. I pronostici garantiscono quasi sempre a chi li fa future brutte figure, ma la sensazione dopo questo 2-3 è che il derby sia stato giocato da due partecipanti alla prossima Champions League.

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