Di Canio: “Lautaro Martinez ha attributi. Keita non solo gol, Modric-Inter…”

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11 agosto 2018, 00:09
Paolo Di Canio

Paolo Di Canio è stato ospite dell’edizione di Sky Sport 24 dedicata al calciomercato. L’ex giocatore di Lazio, Napoli, Juventus e Milan fra le altre ha parlato della possibilità che Luka Modric e Keita Baldé Diao arrivino all’Inter e della coppia d’attacco formata da Mauro Icardi e Lautaro Martinez.

IL SOGNO«Le notizie dalla Spagna su Luka Modric? È una spinta, una volontà di spingere. Evidentemente ci sono dei contatti e ne stanno parlando, però per quanto riguarda il discorso di rientrare nello spogliatoio se hai un buon rapporto coi compagni ci può essere questo discorso, a volte qualcuno ha cambiato idea. Se sei a quell’età dove non rinnovano, sappiamo al Real Madrid anche Raúl González Blanco andò via a trentatré anni, sa che è l’ultimo contratto vero con una nuova sfida e la sua comunità (i tre croati dell’Inter, ndr), Milano grande città. È il massimo del massimo, perciò credo che peserà più questa parte».

IL PIÙ VICINO«Keita Baldé Diao? Non solo gol, strappi individuali. Lui quando entrava a partita in corso e doveva dare quella marcia in più alla Lazio faceva cose impressionanti. Anche in chiave sostituzione, perché una squadra importante deve gestire questo tipo di situazioni, Luciano Spalletti ha avuto difficoltà a mettere giocatori di qualità che potessero alzare il tasso tecnico. Lui in questo è un talento cristallino, poi tutto sta anche in Spalletti nel farlo esplodere definitivamente, la Lazio l’ha venduto anche per il suo modo di interpretare la professionalità. Io penso che rientrare in Italia, a Milano, possa essere per lui l’opportunità di crescere ed esplodere definitivamente».

CHI C’È GIÀ«Lautaro Martinez è uno che ha gli attributi, a me piace perché mi dà l’idea di Gabriel Jesus del Manchester City: giovani ma che hanno la rabbia e la cattiveria negli undici metri finali. Mauro Icardi? Paradossalmente si parla di un giocatore che garantisce sopra i venti gol ogni volta, ma è difficile convivere con lui perché ha dei movimenti e una peculiarità che hanno pochi, ha bisogno di riferimenti continui. Lui non è così bravo nel venire incontro e fare l’uno-due, lui nello spazio e nel taglio dietro alla linea difensiva nell’area di rigore è tremendamente unico, però se vuoi un calcio più di manovra negli ultimi trenta metri hai Lautaro Martínez che ha l’argento vivo addosso».






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