De Siervo: “Contratti? Non c’è soluzione facile. Quarantena va superata”

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16 Giugno 2020, 20:25
De siervo
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L’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, è intervenuto in video conferenza per presentare la partnership con Coca-Cola, in vista della finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli. Tra i temi toccati, il prolungamento dei contratti dei calciatori. Ma anche il nodo quarantena di squadra per eventuali nuovi positivi. Qui la prima parte delle sue parole

NODO CRUCIALE – Alla vigilia della finale di Coppa Italia, l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha parlato in videoconferenza, presentando la partnership con Coca Cola, vera novità di questa edizione. Ma sono stati toccati anche altri temi. Tra questi, la spinosa questione dei contratti dei calciatori, su cui le parti cercano un accordo: «Si tratta di un problema globale che nessuna Federazione o Lega è ancora riuscito a risolvere. Ovviamente si tratta di una questione cruciale, che impatta direttamente sulla prosecuzione fisica delle competizioni. Siamo ad un punto avanzato di definizione dei dettagli. Dobbiamo essere onesti però: non riusciremo ad avere una soluzione semplice (come il banale allungamento dei contratti). Tecnicamente è una cosa che non si può fare, poiché conta la volontà calciatore. Si sta cercando un’alternativa, che rappresenti un’integrazione del contratto collettivo. In questo modo contiamo di risolvere e superare di slancio le criticità evidenti. Ci avviamo verso una soluzione condivisa e virtuosa. I casi sono tanti e molto diversi l’uno dall’altro».

SFORZO – De Siervo, a domanda dei giornalisti collegati virtualmente, si è poi soffermato sulla spinosa questione del protocollo sanitario: Si tratta di una telenovela a cui il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha appena aggiunto una puntata (QUI le sue ultime dichiarazioni) «Noi, come calcio, non chiediamo un trattamento diverso. Facciamo solo notare che non esiste un paese come l’Italia che ha una previsione così stretta per la quarantena di squadra. Questo rischia di penalizzare le italiane anche in Europa. Per questo, mi auguro che il tema, all’interno delle prescrizioni deliberate, possa essere superato. Il rischio di un singolo caso positivo potrebbe vanificare tutto il grande sforzo fatto dal sistema calcio. Non chiediamo regole diverse, ma che venga premiato il nostro sforzo».


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