De Luca: “Inter, Conte cerca la rottura! In Cina gerarchie diverse. Ora…”

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2 Agosto 2020, 14:50
Massimo De Luca
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De Luca – giornalista sportivo -, intervenuto a “Sport Weekend” su Sky Sport 24, torna sullo sfogo di Conte al termine di Atalanta-Inter. Le sensazioni sono negative e c’è un parallelo con quanto successo alla Juventus. La presenza della proprietà Suning non fa che “complicare” il tutto a livello culturale

SFOGO CHE SA DI ADDIO – Le dure dichiarazioni di Antonio Conte dopo la vittoria di Bergamo fanno riflettere anche Massimo De Luca, che prende spunto dal passato: «Sono rimasto francamente un po’ sconcertato. Mi è sembrato un flashback con la storia del ristorante da 10 euro (vedi editoriale con lo stesso riferimento, ndr) prima del divorzio con la Juventus, che è avvenuto a ridosso di inizio stagione. Ho avvertito lo stesso clima e la stessa intenzione. Portare in pubblico temi da trattare con la società per arrivare alla rottura non mi sembra una bella cosa. Non penso che la figura di un allenatore in una società così importante e con una proprietà così importante possa permettersi ciò. Ricordiamo che la proprietà dell’Inter è cinese e il senso delle gerarchie che c’è in Cina forse da noi non è percepito alla stessa maniera. Non credo che questo tipo di sortite sia state ben accolte in Cina. Mi sembra l’anticipo di una rottura. Mi sembrerebbe anche difficile ricomporre i cocci per ripartire insieme».

DUE POSSIBILI STRADE – De Luca credo poco al possibile rientro di questa querelle ma anche alla rottura definitiva: «Ora è plausibile che le due strade si possano dividere da una parte, ma dall’altra no. Se c’è un accordo che permetta all’Inter di non avere a libro paga tre allenatori – Luciano Spalletti, Conte e l’eventuale sostituito – magari. Mi sembra eccessivo per il bilancio. Siamo nella fase conclusiva di una stagione assolutamente anomala con la nuova che sta per cominciare nel momento in cui finisce, dopo l’Europa. Il tempo per reimpostare la squadra sui desideri di un altro allenatore sarebbe difficile trovarlo. Conte ha lasciato la Juventus nel primo giorno di ritiro ma lì c’era una strada già tracciata per far allenare Massimiliano Allegri, qui no. Un dirigente e un allenatore dovrebbero portare queste istanze in una sede riservata, non attaccando pubblicamente la società e il giovane presidente Steven Zhang che è in Cina. Si può ragionare per ipotesi, come se Conte avesse un piano B o che ci siano delle tensioni insanabili tra le due parti. Conte ha fatto riferimento anche a un video di Spalletti che citava una “talpa”. Se Conte fa riferimento a quello specifico episodio, evidentemente ce l’ha con qualcuno interno alla società. Ma comunque un allenatore non deve fare appunto il parafulmine? Come fatto da José Mourinho ai suoi tempi…».


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