De Carlo: “Inter, devi lottare per lo scudetto. La penso come Conte”

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22 Settembre 2019, 14:02
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Ai microfoni di “TuttomercatoWeb Radio”, Lapo De Carlo – direttore di “Radio Milan Inter” – ha commentato il derby di ieri sera, sbilanciandosi apertamente sugli obiettivi che deve porsi la squadra di Antonio Conte

UN DERBY INTESO – Commentando il derby vinto dall’Inter, Lapo De Carlo prende le distanze da chi l’ha definito come una partita brutta e poco intensa, specie da parte dei rossoneri: «Il Milan ha giocato una partita intensa ma non a lungo. Si è fatto schiacciare dai nerazzurri per 25 minuti, ma poi nel secondo tempo ha giocato un ottimo calcio. Il gol ha spezzato l’equilibrio, e l’Inter poi ha dominato, perché l’Inter è più forte del Milan. Ma non è vero che il Milan ha fatto da comparsa».

L’INTER DEVE LOTTARE – Molto chiare anche le ambizioni che, secondo De Carlo, l’Inter di Antonio Conte dovrebbe porsi in questa stagione: «Mi aspetto che l’Inter lotti per lo scudetto: il vero salto di qualità è non accontentarsi dei quarti posti. Però Conte ha detto una cosa che mi fa piacere, e che penso anch’io: anche 2 anni fa con Luciano Spalletti era prima in classifica, e non a settembre, ma più avanti. È successo con Roberto Mancini, è successo con Andrea Stramaccioni che era secondo, addirittura dopo aver sbancato lo Juventus Stadium col risultato di 1-3. Conte si è accorto che lavorare all’Inter è più difficile rispetto ad altre parti: ha capito che a Torino alcune cose vengono coperte mentre a Milano vengono rilanciate, e ogni riferimento a Marcelo BrozovicRomelu Lukaku non è casuale».

IL SEGRETO È NELLA TESTA – Per fare questo, secondo De Carlo lo step necessario da fare è lavorare sulla mentalità dei giocatori: «Per essere una rivale credibile, lo step in più è la mentalità, più che la qualità. I nerazzurri sono una squadra solida, non con giocatori virtuosi: è funzionale ma non divertente. Però se l’Inter sbaglia l’esordio stagionale in Champions League, c’è qualcosa che non va a livello di mentalità. Questa squadra ha bisogno di essere stimolata, sollecitata: troppa gente arriva all’Inter e pensa di essere arrivata, o non è pronta a giocare al massimo tutte le partite».




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