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Cruz: «Ho scelto l’Inter dopo aver visto il 5 maggio! Spero Conte vinca con noi»

Cruz – ex attaccante dell’Inter -, intervistato dal sito “Il Posticipo”, racconta praticamente tutta la sua avventura nerazzurra, iniziata virtualmente il 5 maggio 2002 e conclusasi purtroppo prima del 22 maggio 2010. Sei anni da co-protagonista di vittorie in Italia, iniziate con Mancini e portate avanti da Mourinho. E oggi fa il tifo proprio per Conte, quel Conte che ha sempre affrontato da avversario

ARRIVO – L’avventura nerazzurra di Julio Cruz inizia nel 2003 ma i primi “segnali” nerazzurri arrivano un anno prima: «Quando ho saputo che l’Inter mi voleva, tutti mi dicevano di cercare un’altra squadra. Al Bologna avevo fatto bene e mi volevano tante squadre. Ho scelto l’Inter perché c’era Hector Cuper. Il 5 maggio 2002 avevo visto Lazio-Inter: i nerazzurri avevano perso uno scudetto all’ultima giornata in maniera molto strana, non ci volevo credere. Volevo andare all’Inter per fare qualcosa di buono. Sentivo che vincere lì sarebbe stato speciale. Purtroppo dopo il mio arrivo Cuper è andato via, ma sapevo di essere nella squadra giusta. All’Inter mancava un po’ di fortuna. C’erano buoni giocatori che non vincevano niente da tanti anni. La maglia numero 9 dell’Inter era pesante? Non ci ho mai pensato, perché un giocatore sa cosa vuole e cosa può dare. Volevo giocare e ho cercato di sfruttare al massimo lo spazio che mi è stato dato. Ho provato a fare bene ogni volta che ho giocato. Se mi sono sentito di nuovo a casa perché c’erano tanti argentini all’Inter? Sì, è vero. Però quando sono arrivato all’Inter parlavo già italiano e mi sono inserito subito. Ricordo con piacere Francesco Toldo: era una persona fantastica, abbiamo ancora un bel rapporto. Poi c’erano Luis Figo e Sinisa Mihajlovic. Era una bellissima squadra. Roberto Mancini ha fatto di tutto per cercare di vincere con l’Inter».

CALCIOPOLI – Cruz ha vissuto in pieno gli anni dello scandalo in Serie A: «Zlatan Ibrahimovic era un giocatore affermato nel mondo del calcio. Io e Zlatan abbiamo fatto benissimo perché avevamo lo stesso fisico e occupavamo lo stesso posto in campo. Un anno abbiamo segnato tanti gol. Però ricordo anche quando giocavo con Alvaro Recoba o Hernan Crespo, Adriano o Obafemi Martins. Se sei in una grande squadra come l’Inter, devi fare bene con tutti. Se mi dispiace perché Adriano ha fatto meno di quello che ci si aspettava da lui? Sì, mi è dispiaciuto perché era un ragazzo in gamba e sarebbe potuto diventare un grandissimo. In quegli anni Adriano ha avuto problemi personali. Mi dispiace perché avrebbe potuto fare ancora di più con l’Inter. Calciopoli? È stata una pagina scura del calcio italiano. Tanti pensavano che c’era qualcosa che non andava, ma nessuno ne aveva la certezza finché non è uscito tutto quello che è uscito. Ho cercato di spiegare sempre che gli italiani non erano quelli che avevano fatto Calciopoli. Chi ha sbagliato ha pagato: giusto così».

ADDIO – Il 2009 ha segnato l’addio di Cruz, che infatti non rientra tra i protagonisti del Triplete: «Ho avuto José Mourinho per un anno. Non ho imparato tanto da José, perché avevo già una certa età. Avevamo vinto tutto prima di lui tranne la Champions League. Mourinho ce l’ha fatta, ha riportato a casa il trofeo che i tifosi desideravano. Se lo aspettava anche Massimo Moratti: lui ha creduto sempre nei suoi giocatori e ha speso tanto. L’ex presidente ha fatto tutto questo per quindici anni. L’Inter ha fatto di tutto con Moratti. Sono andato via perché mi sembrava di non centrare più niente con l’Inter. Non c’è rammarico. Quello che ho fatto l’ho fatto. Non gioco più a calcio da tanti anni, ma vedo l’affetto e l’amore che i tifosi dell’Inter provano per me. Questa è la cosa più bella. Uno scherzo del destino la Supercoppa Italiana vinta con la Lazio contro l’Inter? È stato strano quello che è successo. Una settimana prima della finale ero all’Inter, poi sono andato a Pechino per unirmi alla Lazio. Quando abbiamo vinto guardavo la maglietta nerazzurra, vedevo quella che avevo addosso e non ci credevo. Sono cose che succedono nel calcio. Per me l’Inter è stata tutto».

RICORDI – La giornata più bella di Cruz con l’Inter in realtà non è una: «Ce ne sono due. Una quando abbiamo vinto in casa della Juventus 1-3, io ho fatto doppietta. È stata una gara che tutti sognavano da tempo, l’Inter non vinceva a Torino da undici anni. Quel giorno ho provato una gioia pazzesca. Io, Matias Almeyda e Kily Gonzalez siamo tornati a Milano in macchina: un nostro amico è venuto a prenderci a Torino. Eravamo felici per la vittoria. Poi ricordo quando abbiamo vinto la prima Coppa Italia con Mancini: l’Inter non vinceva da tanti anni, vedere San Siro pieno è stato fantastico. La giornata più brutta? Non me la ricordo. All’Inter ho vissuto solo tante cose belle».

PRESENTE – Cruz oggi è a tutti gli effetti un tifoso interista: «Mi fa piacere che dopo tanti anni l’Inter sia di nuovo prima in classifica. Romelu Lukaku sta facendo benissimo, lui e Lautaro Martinez si trovano benissimo in campo. La squadra segue Antonio Conte e mi fa piacere. L’Inter è tornata ad essere quello che è stata quando c’ero io. Il curriculum di Conte parla da solo. Ho giocato contro Antonio: da calciatore era fortissimo. Poi Conte ha fatto bene o benissimo con tutte le squadre che ha allenato. È andato all’Inter, una squadra che non è la sua, ha avuto gli attributi per farlo e sta facendo bene. Adesso spero che vinca lo scudetto. Guardando come stanno andando le cose, sembra difficile che il Milan possa recuperare. Però il calcio è il calcio. Basta vedere quello che è successo all’Inter di Cuper all’ultima giornata contro la Lazio…».

Fonte: Il Posticipo – Simone Lo Giudice

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