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Cravero: “Inter, meno punti di quelli che merita. Darmian e Hakimi…”

L’Inter vince in casa del Borussia Monchengladbach, e mantiene le speranze per raggiungere gli ottavi di Champions League. Ecco l’analisi di Roberto Cravero, ai microfoni di “TMW Radio”, sulla partita e sulle prestazioni di Darmian e Hakimi.

SPERANZE – L’Inter può ancora raggiungere gli ottavi di Champions League. E, secondo Roberto Cravero, è da escludersi un “biscotto” tra Real Madrid e Borussia Monchengladbach all’ultima giornata. Ecco le sue parole: «Secondo me gli dà tante possibilità, perché non penso che sia il Borussia Monchengladbach e Real Madrid possano accordarsi per il classico biscottone. Perché comunque col pareggio il Real arriverebbe secondo, e per loro è sempre una questione di prestigio e di principio. Attenzione, potrebbe anche succedere che facendo un pareggio, magari al 92′ lo Shakhtar Donetsk fa gol all’Inter e il Real è fuori. Il Borussia firmerebbe col sangue, ma il Real non può assolutamente farlo».

RIMPIANTI – Certo è che l’Inter avrebbe dovuto arrivare all’ultima giornata dei gironi in condizioni diverse. L’analisi di Cravero: «Se analizzo le partite dell’Inter, secondo me hanno meno punti di quello che merita. A Madrid meritava qualcosa in più, l’unica partita che ha fallito clamorosamente è stata quella con il Real Madrid in casa, in cui hanno perso meritatamente. Non c’è stata la prestazione. Nelle altre volte, tra alti e bassi, c’era sempre stata. Non ero fiducioso ieri sera, invece anche la vittoria dello Shakhtar ha cambiato tutto».

GESTIONE – Cravero difende poi l’operato di Antonio Conte, che anche ieri sera ha smentito la presenza di un eventuale “caso Hakimi”. Il suo commento su Conte: «Per me rimane un grande allenatore. Lui è quello che fa rendere tutti al massimo: vero che Matteo Darmian e Roberto Gagliardini hanno giocato grandi partite, ma quando è entrato Achraf Hakimi è stato determinante. Perché la palla che ha dato a Lukaku sul terzo gol, vuol dire che i giocatori di qualità fanno la differenza anche quando entrano. C’è una parte tattica, di studio, e in quella partita, viste le condizioni di Hakimi, ha preferito un giocatore più difensivo sulla destra. Bisogna dargli il merito di aver scelto una formazione più operaia, ma comunque i fatti gli hanno dato ragione».

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