Mondo Inter

Cottarelli: «Interspac, lavoriamo per progetto da presentare all’Inter»

Carlo Cottarelli, presidente di Interspac, ha parlato della società e del progetto che stanno preparando per poi presentarlo all’Inter di Zhang.

AZIONARIATO POPOLARE – Queste le parole di Carlo Cottarelli, presidente di Interspac, a Luciano Mondellini, direttore editoriale e Senior Partner di Calcio e Finanza. «Interspac è una società che promuove l’azionariato popolare, un numero elevato di tifosi che diventa proprietario della propria squadra – si legge su CalcioeFinanza.it -. Si tratta di un modello non nuovo dato che Barcellona Bayern e Real – e in generale tutto il calcio tedesco – va in questa direzione».

DIFFERENZA – Cottarelli ha spiegato che la «differenza è netta con la nostra proposta, in quei casi le società sono nate come associazioni di tifosi. Introdurre questo modello partendo dal contesto italiano, in cui i club sono di proprietà di un imprenditore o di fondi, è ovviamente molto più complicato perché si tratta di trovare le risorse per entrare».

VANTAGGI – Cottarelli ha sottolineato che «l’azionariato popolare presenta tre vantaggi che dovrebbero migliorare il conto economico della società: dare una stabilità al capitale introdotto, perché il tifoso non cambia idea, resta per sempre; secondo vantaggio è che il capitale fornito dal tifoso non vuole essere remunerato, a differenza del fondo estero, così si risparmiano decine di milioni di spese in interessi; il terzo è che si crea un legame più forte tra i tifosi e la società, perché chi diventa proprietario ha anche più voglia di andare allo stadio. Pensiamo che questo possa portare più ricavi da matchday, sponsor e lato commerciale. Il tifoso ogni anno è contento di dare un piccolo contributo, ma moltiplicato per un numero importante di soci questo porta risorse».

PROGETTO – Cottarelli sulle parole di Zhang. «E’ un progetto molto difficile. Quello che ha detto Zhang ha senso, stiamo lavorando con Deloitte per preparare un progetto che a tempo debito presenteremo alla società. Bisogna avere un business plan, ma le cose vanno un po’ più per le lunghe».

MODELLO – Sul modello tedesco Cottarelli concorda che «sugli investitori istituzionali, mi sembra ovvio che un progetto così ne beneficerebbe. Quando parlo di azionariato popolare non parlo solo dei piccoli, ma anche dei medi o dei più grandi».

IDEA – Cottarelli sul 75% ai tifosi nel Bayern Monaco ha proseguito. «L’idea è di avere una quota molto elevata se questa cosa funziona. Per ora è un’idea, per concretizzarla ci vogliono le condizioni. Noi abbiamo fatto un questionario che ha raccolto molto successo, per ora siamo alle parole, poi se passeremo ai fatti vedremo. Abbiamo speso 4-5 mila euro per lanciare la campagna sui social, poco, credo che come numeri si possa arrivare molto più in alto ma serve anche la presenza di investitori medi, grandi e istituzionali».

LINEE GENERALI – Cottarelli sui tifosi ha continuato. «Il potere del tifoso nel progetto è da definire, ma il modello duale del Bayern ci piace molto. Il board di sorveglianza definisce le linee generali tramite le quali viene gestito il club, il tifoso non vota per comprare Mbappè, ma indica la direzione generale. Rimane una distanza tra la visione a medio-lungo termine dei tifosi e l’attività quotidiana della società».

NUOVO STADIO – Cottarelli sul nuovo stadio a San Siro. «Serve uno stadio moderno, che poi sia fatto con un nuovo impianto o sistemando il Meazza, sul tema sono neutrale. Un modello di azionariato popolare dovrebbe avere uno stadio più vicino a quello del Bayern che a quello della Juventus. Se è vero che creiamo un modello per puntare sulla fidelizzazione alla squadra, serve uno stadio adeguato».

SOSTENIBILITÀ – Cottarelli sui ricavi per i tifosi. I «ricavi per tifoso sono molto più elevati con l’azionariato popolare. Serve però un modello di governance trasparente che dia voce al tifoso, con chiarezza su quali siano benefit e le responsabilità del tifoso». «L’idea è valida non per una squadra in particolare, ma per il calcio in generale. C’è un aspetto romantico, ma anche un aspetto di sostenibilità economica».

STABILITÀ – Un aspetto su cui è d’accordo anche Ivan Ortenzi. Secondo quest’ultimo, è «naturale che in questo momento il business soffre, e un modello che porta stabilità sarebbe positivo. Ma quali sono le alternative? Il dibattito è aperto e serve riportare stabilità nel modello di business, se ci affidiamo solo a investitori e OTT il tema di governance passa da fare leva sulla passione a fare leva sul capitale».

SUPERLEGA – Infine Cottarelli sulla Superlega. «La Superlega è un progetto di business, i tifosi l’hanno rigettata e quindi mi pare evidente che non funzioni. Potrebbe funzionare se i tifosi cambiassero idea, a me non piace».

© Inter-News.it - Il presente contenuto è riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Inter-News.it) e il link al contenuto originale
Back to top button