Coronavirus, Serie A in ginocchio: buco finanziario da coprire – CdS

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25 Marzo 2020, 10:09
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Il “Corriere dello Sport” ha riportato le urgenze economiche della Serie A, per far fronte all’emergenza coronavirus. Diritti TV garantiti, ma si pensa anche ad alcuni sgravi fiscali e all’aiuto delle agenzie di scommesse. Serve liquidità, Uefa potrebbe essere costretta ad andare oltre il 30 giugno per evitare il collasso

VORAGINE – La Figc ha chiarito che la stagione va finita, anche andando oltre la scadenza del 30 giugno, considerata inderogabile dall’Uefa. Ma al tempo stesso ha fatto una prima stima dei danni che il mondo del calcio subirebbe se i campionati non terminassero. Nella peggiore delle ipotesi circa 700-800 milioni considerando che i soldi che mancano da riscuotere dai vari broadcast televisivi per la Serie A sembrano garantiti. Altrimenti la cifra avrebbe superato il miliardo. Dopo la videoconferenza di ieri, il mondo del pallone ha preso ancora più coscienza che la situazione è critica. Il presidente Gabriele Gravina e i numeri uno della Lega A (Dal Pino), B (Balata), della Lega Pro (Ghirelli) e dei Dilettanti (Sibilia) su questo concordano ed è stato istituito un tavolo di lavoro permanente. La prima riunione è prevista per domani pomeriggio con calciatori, allenatori e arbitri.

LA LETTERA – Oggi lo studio di tutte le componenti della Figc verrà presentato al Coni. Venerdì invece è il giorno in cui sarà inviato al governo attraverso il ministro Spadafora. Le ipotesi contemplate sono due. Le principali sono che si torni a giocare e si concluda la stagione, oppure che il 2019- 20 non venga terminato. All’interno della prima c’è anche la variante di poter giocare una parte degli incontri con il pubblico (e dunque con incassi dai biglietti). Ma questa sembra una prospettiva assai lontana (ci sono club che temono ritorni negativi anche per il 2020-21). Il documento prevede priorità sul tema dell’emergenza da sottoporre in tempi stretti all’esecutivo e altre proposte da presentare in un secondo momento. Di queste ultime fanno parte la riforma della legge Melandri e quella della legge sugli stadi.

COME COPRIRE LE PERDITE? – Di stringente attualità invece sono le altre richieste. Il primo problema è quello della liquidità dei club, che senza gli incassi del botteghino si trovano privi di soldi. Come aumentare la liquidità? Attraverso una sospensione degli interessi passivi, un mantenimento da parte delle banche dei fidi, ma soprattutto con la creazione di fondi speciali per gestire le esigenze di cassa. Reintroducendo la possibilità di firmare contratti con aziende di betting ci sarebbe un’ulteriore spinta. E poi c’è tutta una serie di misure fiscali come il pagamento diff erito dei contributi, una maggiore deducibilità e l’applicazione di norme ad hoc in campo contabile e tributario. Previsto anche il riallineamento della scadenza dell’art. 85 delle Noif (ovvero gli adempimenti Covisoc per i club) e l’adeguamento degli adempimenti delle iscrizioni ai campionati: saranno spostate più in là nel tempo.

CURIOSITÀ – Le società chiederanno al governo di poter tornare a curare i propri campi. Sia gli stadi sia i centri tecnici, visto che al momento il lavoro dei giardinieri è vietato dal Dpcm e il rischio di ritrovarsi con manti erbosi non all’altezza è alto.

Fonte: Corriere dello Sport – Andrea Ramazzotti


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