Cordoba: “Inter vincente nata con Cuper! L’espulsione di Thiago Motta…”

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5 Maggio 2020, 18:04
Cordoba
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Cordoba – ex difensore dell’Inter, oggi procuratore sportivo – è uno dei due protagonisti della quarta puntata di “Inter Calling”, format di Inter TV dedicato alle Leggende Nerazzurre. Il colombiano ricorda la sua lunga permanenza a Milano, fatta di vittorie importanti e compagni di un certo livello

PRIME VITTORIE – L’arrivo di Ivan Ramiro Cordoba in Italia è datato gennaio 2000, ma la svolta è arrivata dopo un paio di cambi in panchina, anche tre prima di alzare il primo trofeo: «Da quando sono arrivato all’Inter ci sono stati cambiamenti. Con Hector Raul Cuper abbiamo cominciato a creare qualcosa di diverso e a cercare obiettivi importanti. Lì si sono gettate le basi per un’Inter che potesse vincere con continuità. Ogni volta che penso a Juan Sebastian Veron mi viene in mente quel gol a Torino contro la Juventus in Supercoppa Italiana, il nostro secondo trofeo importante dopo aver vinto la Coppa Italia dopo tanti anni. Vincendo quella coppa ci siamo detti che dovevamo continuare a vincere e la partita in supercoppa poi è stata pazzesca. Ci sono tante partite che hanno un significato speciale, per me ha tanto valore la prima Coppa Italia perché ci siamo tolti un peso e da lì abbiamo capito che potevamo vincere ancora. Abbiamo festeggiato come se fosse stata una vittoria di Champions League. Barcellona-Inter è stata una gara infinita, da quando hanno espulso Thiago Motta quella partita è durata un giorno. È stato difficile, però al fischio finale è stato tutto bellissimo. Sono dei momenti che ti rimangono per sempre nella memoria. Doveva andare così, quelle semifinali ci hanno reso ancora più forti. In quelle partite è vero che i dettagli fanno la differenza».

CARATTERISTICHE TECNICHE – I talenti passati dall’Inter durante il periodo nerazzurro di Cordoba sono tanti, soprattutto sui calci da fermo, mentre le qualità del colombiano erano di tutt’altro tipo: «C’erano Alvaro Recoba, Sinisa Mihajlovic e Veron, quindi noi dovevamo fare gol. Veron per noi difensori era un punto di riferimento perché appena recuperavamo la palla si faceva vedere e cominciava a smistare il gioco. Il carattere forte dei giocatori che vogliono sempre vincere fa la differenza, come quando da piccoli si giocava per strada. Essere competitivi anche in allenamento serve alla squadra per essere sempre pronta a vincere insieme anche in partita, perché ognuno lotti sempre anche per l’altro. La mia elevazione è una dote naturale che poi ho migliorato. Da piccolo ero sempre per strada a giocare e saltavo sempre, quando ho cominciato ad allenarmi hanno intuito questa mia predisposizione e il mio primo mister ha cominciato a darmi degli esercizi specifici come quello di appendere in alto un pallone e cercare di colpirlo di testa. Un’altra cosa che mi ha aiutato è stato il lavoro sulle caviglie, facevo tante ripetute di forza che mi aiutavano ad aumentare la potenza».

Fonte: Inter.it


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