Conte mette l’Inter sotto torchio: dati, partite e videochat di gruppo – GdS

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26 Aprile 2020, 08:43
Antonio Conte
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La Gazzetta dello Sport sottolinea la grande attenzione che Conte sta mettendo nel gestire i calciatori in quarantena. Il tecnico sfrutta le videochat di gruppo, assieme allo staff e ai calciatori, per coordinare il lavoro fisico. Quando, e se, si tornerà in campo, l’Inter dovrà farsi trovare pronta

SOTTO TORCHIO – Allenare, e allenarsi, a distanza è un’esperienza delicata. Mollare, però, non si può: fare il massimo è un’esigenza, specie per Antonio Conte. Da oltre un mese il tecnico lavora per tenere il gruppo Inter compatto e ‘sul pezzo’.E col passare delle settimane, mentre la nuova situazione diventa routine, cresce la necessità di tenere alta la tensione. Da qualche tempo, infatti, il pensiero di una ripresa è più concreto. E ricominciare non sarà facile per nessuno.

FARE GRUPPO – Non sarà facile perché quando riprenderanno gli allenamenti il periodo di sedute casalinghe sarà arrivato a due mesi. I calciatori professionisti non hanno mai vissuto un periodo di ‘inattività’ così lungo, se non per gli infortuni. Per questo Conte in queste settimane si è prodigato perché le virgolette intorno alla parola inattività fossero belle grosse. La base di partenza erano programmi personalizzati e scrupolosi. Ci si è affidati alla professionalità dei giocatori, ma non poteva bastare. L’Inter ha recapitato cyclette e tapis roulant, lo staff tecnico ha fatto ricorso alla tecnologia. Ogni mattina una seduta di allenamento (fisico, per forza di cose) è guidata da Conte o da un suo collaboratore (Angelo Pintus in testa) via Zoom, l’app ‘della quarantena’.

ANALISI CAPILLARE – Tutto per ridurre il ‘trauma’ futuro di passare dal divano a un’attività che dovrà essere per forza di cose intensa, se davvero il gruppo nerazzurro sarà atteso da tre/quattro mesi di impegni agonistici continui. Per questo l’altra attività in ‘isolamento’ è stata l’analisi dei dati fisici raccolti durante tutte le tappe della stagione. Oggi Conte e i suoi conoscono il ‘materiale umano’ a disposizione molto meglio rispetto al primo ritiro dell’Inter a Lugano. Ma l’approfondimento al computer, su rendimenti e reazioni nel periodo di massima sollecitazione, può dare indicazioni utili per la gestione futura. Il resto bisognerà farlo sul campo. Anche le iniziali sedute individuali, test compresi, diranno quanto lo stop ha fiaccato la forma di ognuno.

OPPORTUNITÀ – Solo in seguito, chiaramente, si potrà cominciare a parlare davvero di ‘pallone’. A casa a Milano l’allenatore ha avuto modo di rivedere tutte le gare complete della stagione interista (cosa impossibile quando i ritmi di lavoro sono normali) e probabilmente non mancano idee e correttivi tattici. Tutt’altro che scontato che il tecnico avrà modo di applicarli subito: vista la contingenza e l’emergenza si ripartirà dalle certezze, dai concetti assimilati. Certo, le ‘seconde visioni’ dei match completi (e non solo delle sintesi preparate dagli analisti) permetterà di modificare alcuni particolari, ma comunque all’interno dello spartito. Il lavoro di analisi sarà utile per un futuro idealmente prossimo, orientando magari anche le scelte di mercato. Se e quando sarà, Conte e la sua Inter dovranno scattare sull’attenti.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Clari


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