Conte, analogie con Mourinho 2009! Obiettivo vincere all’Inter – TS

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7 novembre 2019, 10:57
Mourinho Conte
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“Tuttosport” sottolinea che lo sfogo di Conte in casa Inter ha ricordato il Mourinho 2009, alla vigilia della stagione del Triplete.

ALLENATORE NEL MIRINO – E’ abituato ad andare in fretta Antonio Conte. Scudetto al primo colpo con la Juve (poi ne ha messi in carniere altri due), Premier al debutto con il Chelsea (raccolto tra le macerie lasciate da Mourinho). Ora vuole fare altrettanto all’Inter e sa di non avere tempo da perdere: un ingaggio da 12 milioni a stagione (10 più 2 di bonus il primo anno) lo mette di fronte a critiche ogni qual volta non arriva un risultato positivo, come se in campo andasse l’allenatore e non i giocatori. Questo al netto del fatto che la sua storia insegna come certi metodi di lavoro danno risultati super soltanto sul breve periodo. Non è un gestore, Antonio Conte, ma un acceleratore di risultati. All’Inter, in campionato, ci è riuscito: 28 punti dopo 11 partite portano a una proiezione di 90, risultato da fantascienza per un club che nella sua storia ha toccato quota 97 con Mancini e che non supera gli 80 dal campionato vinto nel 2010 da José Mourinho. Ricordava proprio Mourinho, Conte a Dortmund mentre la sua ingestibile furia si abbatteva sulla società. Frasi, le sue, destinate a lasciare il segno.

SULLE ORME DI MOU – A chi bazzica da tempo la Pinetina, l’attacco frontale alla società ricorda i mal di pancia di Mourinho nei giorni della cessione di Ibrahimovic. Con Moratti era sceso il gelo perché per il portoghese Ibra era centro di gravità del gioco. Poi è arrivato Samuel Eto’o («Con te vinceremo la Champions», l’sms mandato dallo Speciale al Re Leone prima del suo arrivo) ma alla rosa mancava ancora qualcosa e Mourinho, per agevolare l’arrivo di Wesley Sneijder, era ripartito alla carica sottolineando come quell’Inter non era certo all’altezza di lottare per vincere la Champions e che pure lui – come Conte – non voleva giocare per partecipare, ma per vincere. Anche il portoghese sapeva di non aver tempo: se si sceglie di puntare su un fuoriclasse della panchina è perché ci si aspettano subito risultati. E l’ex ct sa bene che per riportare a vincere un club che non alza un trofeo dal 2011 serve un elettroshock a tutti i livelli. Il fatto che il club non sia più invischiato nel settlement agreement Uefa aiuta a pensare positivo: Conte proverà a fare corsa di testa in campionato già da quest’anno, ma vuole assicurarsi di avere una squadra da scudetto entro il prossimo. Per costruirla, non c’è tempo da perdere considerato che mancano appena due sessioni di mercato, quella di gennaio e quello estivo.


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