Condò: “Spadafora provocatore a caccia di likes, populismo che fa schifo”

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13 Maggio 2020, 14:26
Paolo Condò
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Paolo Condò è intervenuto oggi ai microfoni di “Tutti Convocati” sulle frequenze di Radio 24. Il noto giornalista sportivo ha attaccato duramente il ministro dello sport Spadafora per la sua gestione sulla ripresa del campionato di Serie A

SPADAFORA POPULISTA – Condò attacca duramente il ministro dello sport Spadafora accusandolo di essere un populista che ha già deciso di non far ripartire il campionato: «Era una speranza illusoria. Vado oltre, non ho paura di espormi. Spadafora è un provocatore, ha deciso lui, per i suoi fini, che non ci sarà nessuna ripresa del campionato e adesso sta seguendo un suo percorso per dare a volte l’illusione che possa riprendere, ma in realtà lui ha già deciso. Non c’è soltanto lui al Governo, mi aspetto che le sue prese di posizione vengano messe in discussione come già sta succedendo. Lui fin dal primo momento era chiaro che non aveva intenzione e continua a mandare questo messaggio, come Ghino di Tacco quando c’era Craxi. E’ sulla rocca e si sta divertendo a frustrare tutte le speranze. Io non sto dicendo che bisogna ricominciare per forza, bisogna proseguire in attesa che la curva dei contagi cali drasticamente, ma bisogna avere un approccio positivo come stanno avendo nella maggior parte degli altri paesi. E’ notizia di oggi che anche l’NBA ha deciso una ripartenza il prossimo mese. La cosa che mi infastidisce di questo ministro è questo suo continuo porre in contrapposizione la ripresa del campionato con la salute, come se la ripresa volesse dire minore attenzione per la salute. Lui dice che c’è stato troppo dibattito e la gente non è interessata, non è che se noi addetti ai lavori parliamo di questo non vuol dire che non ci si occupa della salute. Questo è populismo allo stato puro, a me il populismo fa schifo e lo dico senza alcun problema. Questo è populismo, al di là dell’aspetto calcistico che sento forte perché fa parte del mio lavoro perché sono parte in causa».

C’E’ SENTIMENTO ANTI CALCIO – Condò lamenta un sentimento diffuso nel paese contro il calcio: «Ci sono talmente tanti pretesti e problemi che è del tutto evidente che se il tuo atteggiamento è negativo come quello di Spadafora hai l’imbarazzo della scelta. Basta scrivere sui protocolli che i medici sportivi sono gli unici responsabili ed ecco che i medici ovviamente dicono di no. Non è difficile mettere un bastone tra le ruote e poi dire di essere a favore della ripartenza. O sei positivo e cerchi, con sincerità, le possibilità di far ripartire e dopo di che se la curva riparte verso l’alto non fai ripartire. Negli altri paesi non c’è un populista, non c’è questo che sta cercando dei like, c’è tanta gente che odia il calcio e spera che non riparta. Il calcio ha enormi problemi di comunicazione su cui dovrà lavorare, non è possibile che ci sia tanta gente che odia il nostro mondo, questo è emerso con chiarezza ed è su questa fascia che Spadafora punta per ergersi a paladino degli anti-calcio».

LA UEFA DEROGA – La Uefa sembra ormai decisa ad allentare ulteriormente le scadenze stabilite poche settimane fa: «Si sta cercando di prendere tempo. Aveva detto il 25, poi oggi il 25 non è l’ultima data. Aveva detto che in agosto non ci dovrebbero essere campionato, poi ha fatto capire che non è un problema se si sfora. Questo è un atteggiamento positivo e costruttivo, sono state fissate delle regole, poi se è necessario sforare a queste regole io lo faccio pur di riavviare la macchina. Con la Uefa si può fare».


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