Commisso: “Serie A? Speriamo di finire, sugli stipendi ognuno faccia il suo”

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7 Aprile 2020, 14:42
Rocco Commisso
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Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, è intervenuto in collegamento per il programma radiofonico “Tutti Convocati” in cui ha esposto il suo punto di vista sui temi di grande attualità delle ultime settimane

COME VIVE L’EPIDEMIA – La Fiorentina è stata una delle squadre più colpite dal Covid-19, Commisso però crede che questa brutta esperienza abbia rafforzato l’unità all’interno della società: «Abbiamo avuto dei dipendenti in ospedale, ma umanamente ora siamo vicini e forti, ci vogliamo tutti ancora più bene. So che i giocatori hanno voglia di ricominciare, è il loro lavoro. Io ho parlato con tutti, prima squadra, giovanili, femminile, tutti. Sto a New York ma cerco di parlare sempre con chi ha bisogno di me».

LA STAGIONE – Commisso parla di come concludere la stagione attualmente sospesa: «Per il bene del calcio sarebbe bene finire la stagione, ma prima viene la salute. Dobbiamo essere sicuri che non ci siano rischi. La salute viene prima di tutto, il resto viene dopo, sono convinto che questa sia la cosa giusta da fare. Il calcio è belo, ma la gente in Italia ha altre cose per la testa. Speriamo si possa concludere il campionato e se questo non potrà essere non si potrà rovinare la stagione successiva, bisogna guardare avanti e pensare che l’azienda calcio ha investimenti a lungo termine, bisogna guardare al futuro».

I SACRIFICI – Il mondo del calcio dovrà fare dei sacrifici per ripartire: «Ognuno deve fare la sua parte. Nella Fiorentina ho messo 300 milioni, io posso andare avanti perché dietro di me c’è una grande azienda con un fatturato di oltre 2 miliardi, ma non tutti sono nella stessa situazione mia, ci sono altri club, altre aziende, che forse non potranno andare avanti senza aiuti dal sistema, dal Governo e dai giocatori stessi che devono fare la loro parte. Serviranno aiuti a lungo termine anche sugli stadi e sugli investimenti futuri, il Governo deve capire che il nostro calcio è un patrimonio della Nazione. Serve meno burocrazia e un aiuto per attirare investimenti».

IL TAGLIO DEGLI STIPENDI – Si parla del tema di grande attualità che è il taglio degli stipendi in Serie A: «Io prendo come esempio la Juventus dove i giocatori hanno accettato la riduzione per un risparmio di 90 milioni di euro. E’ importante, i giocatori sono il più grande costo dell’azienda e se non fanno la loro parte non si può andare avanti. Si rovinano loro stesso, devono guardare più al lungo termine, non è che non sono stati pagati in questi anni».


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