Colonnese: “Inter leoni veri, avversari sbranati. Uno spicca su tutti”

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21 Agosto 2020, 20:16
Francesco Colonnese Inter Francesco Colonnese Inter
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Colonnese ha vinto la Coppa UEFA con l’Inter nella stagione 1997-1998, battendo la Lazio in finale a Parigi. Intervenuto in collegamento con Inter TV l’ex difensore ha parlato sia del suo passato sia dei giocatori che saranno protagonisti in campo a Colonia.

FINITO IN CRESCENDOFrancesco Colonnese parla di come la squadra si presenta alla finale di Europa League: «L’Inter ha dimostrato di essere una squadra di leoni veri, che sbranano l’avversario. Deve fare così anche oggi, dai quarti in avanti è stata maestosa e ha addentato gli avversari. Deve fare la stessa partita: ha mentalità, è forte e si merita questa coppa. Sono tanti anni che non la vince ed è giusto che se la porti a casa».

GLI UOMINI – Ferri celebra la difesa: «Indubbiamente Alessandro Bastoni è stato il difensore che ha sorpreso più di tutti, perché è riuscito a imporsi in una squadra con tanti giocatori forti. È migliorato, adesso si vede che va a pressare molto alto gli attaccanti avversari. Però il giocatore che secondo me, non me ne voglia nessuno, ha avuto il rendimento più alto e spesso è sottovalutato da tutti è Danilo D’Ambrosio. In mezzo a tutti quei campioni ha dimostrato di essere un campione vero. Diego Godin lo sapevamo chi era, solo un pazzo poteva pensare che non sapeva giocare più a calcio. Stefan de Vrij lo sapevamo, gli altri pure erano tutti bravi, ma D’Ambrosio è un calciatore che lavorando seriamente ha dimostrato di essere un grandissimo giocatore. Ogni anno sembra che non debba giocare mai ed è poi quello che gioca più di tutti».

IL RICORDO – Colonnese ha vinto questo trofeo nel 1998. In chiusura ricorda un aneddoto: «Ronaldo quella settimana lì aveva sentito che l’unica a cui non aveva mai fatto gol quell’anno era la Lazio. Aveva sentito le dichiarazioni di Roberto Mancini e di altri giocatori della Lazio che dicevano come i difensori sapessero marcarlo. Lui ci disse: “Domani vediamo se sapranno come marcarmi”. Ecco, il giorno dopo li ha mandati tutti al bar e ha fatto sì che la coppa meritatamente venisse a Milano».


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