Collovati: “Inter, tieni Lautaro Martinez e prendi Tonali! Differenza col Milan”

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27 Aprile 2020, 19:06
Fulvio Collovati
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Collovati ha parlato in diretta Instagram sull’account della pagina “inter1908amala”. L’ex difensore dell’Inter ha ricordato gli anni nella Milano interista e si è espresso sull’attualità del mondo nerazzurro dando qualche consiglio sul mercato

EXFulvio Collovati parla così dei suoi trascorsi da giocatore nerazzurro: «Ho giocato nell’Inter nei primi anni ’80, quasi quarant’anni fa. Ho fatto delle ottime stagioni, ho giocato con grandissimi campioni. Ho fatto anni indimenticabili all’Inter, tante semifinali, però in realtà non è che abbia vinto nulla. Ho fatto parte di quell’epoca in cui gli interisti hanno ottimi ricordi del sottoscritto, perché giocavo in Nazionale. Però dal punto di vista della bacheca sono capitato negli anni sfortunati. Sono stati anni indimenticabili, io da capitano del Milan passai all’Inter per cui non è stato facile. Devo dire che i tifosi mi hanno accolto non con scetticismo, mentre i tifosi del Milan non me l’hanno mai perdonato. Tuttora quando vado in giro e ho grande affetto da parte dei tifosi interisti, testimonianza che in fondo ho fatto bene. Un po’ mi rimpiangono, come io rimpiango i colori nerazzurri».

DIFFERENZE – Collovati passa a sottolineare le differenze tra le due milanesi al giorno d’oggi: «Il Milan è una società dove non c’è molta chiarezza. C’è chiarezza in proprietà, che è il fondo Elliott, ma non in società. Nel senso che Ivan Gazidis non sa chi è il direttore sportivo, non sa chi è l’allenatore, e i giocatori un po’ ne risentono. Vogliono figure affidabili, devono sapere a chi rivolgersi e avere un interlocutore. All’Inter invece questa tranquillità finalmente c’è dopo tanti anni, c’è Giuseppe Marotta, c’è una proprietà (Suning, ndr) e c’è Marotta che decide. C’è un allenatore autorevole (Antonio Conte, ndr). Per cui ci sono tre persone, la società, Marotta e l’allenatore. Con queste tre persone i punti di riferimento sono stati trovati dopo qualche anno incerto dopo il Triplete. Penso che l’Inter possa essere l’anti-Juventus per i prossimi cinque o sei anni. Con i bianconeri il gap dal punto di vista societario non c’è più, dal punto di vista emotivo ci vuole l’abitudine a vincere. L’Inter si sta avvicinando ma non è ancora come la Juve in fame di vincere. Poi dal punto di vista tecnico la Juve ha una rosa di venticinque giocatori tutti di grande livello, l’Inter ne ha una quindicina. Dovrà rinforzarsi in futuro».

RIPRESA CAMPIONATO E MOSSE FUTURE – Collovati poi chiude sulle ambizioni nerazzurre: «Questa stagione è talmente anomala, falsata e inusuale per cui mi sento di dire che tutto è possibile. Questo campionato si è sospeso con l’Inter sconfitta contro la Juventus, riprenderà dopo tre mesi. In che condizioni? Inter, Juventus e Lazio si giocheranno il campionato alla pari. I nerazzurri secondo me per essere competitivi, lo sono già, devono acquisire la mentalità vincente. Devono trovare alternative in avanti a Romelu Lukaku e Lautaro Martinez se non andrà via. L’Inter deve fare di tutto, anche se la volontà dei giocatori oggigiorno conta purtroppo, per non farlo andare via. Deve prendere due centrocampisti, una punta e un difensore esterno. Se andasse via Lautaro ci vogliono due attaccanti, una squadra come l’Inter deve averne tre di grande livello. Alexis Sanchez ha avuto modo di giocare poco. C’è la Champions League, il campionato e la Coppa Italia per farli ruotare. Poi a centrocampo Marcelo Brozovic, Nicolò Barella e Stefano Sensi li devi tenere, a me piace molto Sandro Tonali che sarebbe un grande colpo. Può anche non giocare regista, potrebbe fare la mezzala, è bravo anche a inserirsi e fare l’interditore. Con Brozovic, Tonali e Barella è un centrocampo giovane. Per cinque anni puoi avere un centrocampo di livello internazionale».


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