Collina: “VAR percorso irreversibile, lavoriamo per migliorare ancora”

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24 Aprile 2020, 14:52
Pierluigi Collina
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Pierluigi Collina, ex arbitro di fama internazionale e attuale presidente della Commissione Arbitri della FIFA, è intervenuto oggi ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio 24 in cui ha parlato delle varie novità che hanno fatto discutere il mondo del calcio nel corso dell’ultima stagione

I CAMBI REGOLAMENTARI – Collina parla di alcune modifiche fatte al regolamento attuate e viste in campo in questi ultimi anni, modifiche che egli stesso ha contribuito a scrivere: «L’IFAB lavora, valuta, studia, dibatte per poi arrivare al momento conclusivo con le novità regolamentari. Oggi ci sono commissioni di esperti di calcio, una parte tecnica con chi ha responsabilità di arbitraggio in tutto il mondo, poi ex calciatori e allenatori come Figo, Mboma, Nakata, Wenger. Quando sento definire l’IFAB un consesso di parrucconi mi fa sorridere in virtù anche delle mie caratteristiche tricotiche (ride ndr) è tutta gente di campo, con cognizione di campo e maturiamo una sintesi. Quest’anno venivamo da una stagione iniziata con molti cambiamenti, a inizio 2019 si era deciso un numero di cambiamenti consistenti. Quest’anno ci siamo focalizzati sul rifinire alcuni di questi cambiamenti sulla base di quanto visto in metà stagione. Faccio l’esempio del cambiamento nel calcio di rinvio col pallone che si può giocare nell’area è stato positivo perché ha velocizzato la fase di ripresa del gioco. Giocare il rinvio corto era diventata un’abitudine e questo riduce le possibilità di infortunio alla testa dei giocatori che andavano a saltare di testa. Abbiamo dovuto colmare una lacuna quando un portiere alzò la palla per un compagno che gliela passò di testa. Cambiamenti veri non ce ne sono stati se non definire dove inizia un braccio e finisce una spalla, abbiamo provato a capire dove finisce la parte del corpo che non è possibile muovere. Cosa rende punibile il braccio? Usarlo per rendere più larga la figura del corpo. Il muscolo deltoide va all’esterno della spalle e fino a lì non rileva perché resta attaccato alla spalla. Sulla regola abbiamo pensato di usare “la fine dell’ascella”. Sul centimetro nessuno andrà a obiettare, abbiamo visto però colpi di spalla puniti e abbiamo deciso di eliminare questa discrezionalità».

LA LOGICA DIETRO LE DECISIONI – Collina spiega con che logica a volte vengono decisi alcuni cambi«La logica è codificare qualcosa che avveniva già nella pratica. Il fallo di mano doveva essere un atto volontario, ma nella pratica venivano puniti falli non volontari. Al Barcellona nella finale contro la Juventus fu annullato un gol per un fallo di mano chiaramente involontario e la comunità calcistica lo considerò ovvio, salvo poi gli attenti lettori del regolamento che si chiedevano perché fosse stato annullato. Abbiamo codificato che la volontarietà è solo uno dei criteri per rendere punibile un fallo di mano insieme ad altri. Per la specifica situazione dell’attaccante, visto che il fine del calcio è fare gol, abbiamo stabilito che un contatto anche involontario non fosse corretta. Anziché capire se era volontario o determinante, qualunque tocco viene punito se ha causato o favorito una segnatura di una rete. C’è il concetto di immediatezza».

VAR PERCORSO IRREVERSIBILE – Collina parla della grande novità che è stata l’introduzione del VAR per tutto il calcio europeo e mondiale: «Sembra che il VAR sia sempre esistito. La prima volta che ne parlai era novembre 2014, in 5 anni siamo passati da un’idea all’averlo utilizzato nelle più importanti leghe e competizioni del mondo. E’ assolutamente un percorso irreversibile, dobbiamo continuare a migliorarlo, farlo diventare, applicato in maniera più omogenea senza differenze. Cercando di farlo diventare più democratico, utilizzandolo anche in altre competizioni e paesi con meno risorse economiche e umane, in una versione light, ma con risultati diversi ma almeno poter rivedere qualcosa di adatto a quella realtà. Il VAR è una tecnologia al servizio dell’uomo, ma la decisione finale la prende sempre e comunque un uomo che è fallibile. Dipende dalle culture quanto sia possibile accettare o meno un errore. La centralità dell’arbitro come decisore finale deve essere mantenuta, sugli episodi interpretabili riteniamo sia meglio che sia lui ad avere una visione e prendere una decisione su quello che ha visto. Se vogliamo dare una visione obiettiva è una visione positiva, i pro sono più dei contro. Quando le cose vanno bene si alza l’asticella e si vorrebbe fare meglio, l’obiettivo è continuare a lavorare e fare meglio. Abbiamo migliorato la tecnologia che oggi è in grado di dare più informazioni. Stiamo ancora in fase iniziale, ma fin dall’inizio abbiamo detto agli arbitri che la maniera migliore per dimostrare solidarietà e amicizia non è quella di non dire che chi è in campo ha fatto un errore, è l’opposto. Dare a un arbitro la possibilità di rivedere le sue decisioni».

L’IDEA TEMPO EFFETTIVO – Collina interviene infine sull’ipotesi, discussa in più occasioni, dell’introduzione del tempo effettivo per limitare il fenomeno delle perdite di tempo nei finali di partita: «Ricordo i famosi secchi con la spugna dei massaggiatori e quelli bloccavano il ritmo. Oggi si sa che se un medico o massaggiatore entra in campo si recupera un minuto. Rispetto a prima è cambiata la situazione. Il tempo effettivo è una cosa che è stata discussa, il tempo effettivo cambierebbe e molto anche le logiche di chi trasmette le partite di calcio. Abbiamo cercato di lavorare come FIFA aumentando il recupero e credo che ai Mondiali 2018 ci sia stato questo cambiamento, si è passati anche a 5-6 minuti a prescindere dall’intervento del VAR. La gente paga l’abbonamento per vedere calcio giocato e più fai recupero più aumenta il divertimento. Il tempo effettivo potrebbe essere discusso con allenatori e giocatori ma non siamo lontani già ora dai 60 minuti di tempo effettivo».


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